venerdì 24 aprile 2009
Nuovi documenti e AUSM
Nella sezione a lato si trovano i documenti depositati in data 21 Aprile 2009 presso il Comune di Calolziocorte.
Intanto si è concluso il sondaggio relativo ad AUSM.Le sensazioni timorose espresse dai cittadini calolziesi circa lo stato di salute della partecipata comunale sembrano trovare riscontro anche dalle prime bozze di bilancio presentate in Commissione Affari Generali e Bilancio tenutasi in data 20 Aprile u.s.. Prima di rilasciare dichiarazioni ufficiali, tuttavia, si attende che il CdA di AUSM confermi le cifre presentate. Tra le "inutilità" della utility - di certo - si conferma nuovamente la passività - ormai pluriennale - dei parcometri.
Intanto si è concluso il sondaggio relativo ad AUSM.Le sensazioni timorose espresse dai cittadini calolziesi circa lo stato di salute della partecipata comunale sembrano trovare riscontro anche dalle prime bozze di bilancio presentate in Commissione Affari Generali e Bilancio tenutasi in data 20 Aprile u.s.. Prima di rilasciare dichiarazioni ufficiali, tuttavia, si attende che il CdA di AUSM confermi le cifre presentate. Tra le "inutilità" della utility - di certo - si conferma nuovamente la passività - ormai pluriennale - dei parcometri.
venerdì 10 aprile 2009
10 Aprile 2009 - Lutto Nazionale pro terremoto in Abruzzo
sabato 21 marzo 2009
Chiamparino a Lecco sostiene Virginio Brivio
Si terrà a Lecco nella mattinata di Sabato 28 Marzo 2009 presso il teatro sociale di Germanedo il Forum Regionale degli Amministratori Locali.
Ai lavori parteciperà Sergio Chiamparino, Sindaco di Torino.
Ai lavori parteciperà Sergio Chiamparino, Sindaco di Torino.
mercoledì 18 marzo 2009
Consiglio Comunale 24.03.2009
Cliccando sul link sottostante è possibile visionare l'Ordine del Giorno del prossimo consiglio comunale che si terrà il giorno MARTEDI' 24 MARZO p.v.
OdG consiglio comunale 24.03.09
OdG consiglio comunale 24.03.09
venerdì 13 marzo 2009
PD Scuola Calolziocorte - Appuntamento Sala Civica 27 Marzo 2009
COMUNICATO STAMPA - Calolziocorte, 10/03/2009
I GENITORI BOCCIANO IL MODELLO GELMINI. E ADESSO?
Le famiglie hanno detto no al maestro unico e alla riduzione del tempo scuola. Questo è quanto risulta, a iscrizioni chiuse, dai dati raccolti in tutta Italia dal ministero stesso: I dati della Provincia di Lecco (che riferiremo con precisione appena confermati) non si discostano significativamente dal trend nazionale: anche a Lecco le famiglie bocciano il maestro unico e scelgono a grande maggioranza il tempo lungo (30 ore + mensa o 40 ore).
La “riforma” Gelmini si conferma una pura operazione di cassa, una manovra economica ridurre la spesa pubblica. Il Ministro Tremonti conferma i tagli annunciati al personale scolastico (meno insegnanti e meno bidelli) ma né lui né la Gelmini spiegano che questo significa:
- niente Laboratori;
- niente compresenze, sostegno, lavoro in piccoli gruppi;
- niente più gite e/o uscite sul territorio;
- niente insegnanti durante la pausa mensa;
Se in primo luogo ribadiamo la gravità di un Governo che modifica il modello formativo della scuola pubblica senza una finalità pedagogica e didattica ma con il solo criterio di ridurre la spesa pubblica, dobbiamo anche capire cosa accadrà: La scuola si occupa del futuro dei nostri figli, chi si occuperà della scuola?
LE SCUOLE dovranno mettersi in gioco nello studio dei modelli organizzativi. L’autonomia scolastica dovrà essere consentita: è solo con il Piano dell’Offerta Formativa che Dirigenti e docenti potranno proporre un modello formativo e organizzativo capace di offrire al territorio una SCUOLA adatta a rispondere ai bisogni e offrire opportunità di crescita.
I Comuni dovranno collaborare a trovare soluzioni e risorse: se non è giusto che i Comuni si debbano fare carico di quello che lo Stato dismette è indispensabile che si attivino per le loro nuove competenze. Sarà compito della POLITICA fare progetti e trovare soluzioni. La politica deve tornare a parlare di scuola e smetterla di parlare di sé stessa.
IL GOVERNO, dopo le promesse fatte, deve spiegare come farà a garantire l’orario scelto da ciascuno, la qualità e contemporaneamente proseguire con i tagli di personale e insegnanti? Chiediamo al Ministro risposte chiare di fronte ai bisogni che le famiglie hanno espresso.
Ne parliamo, Venerdì 27 Marzo 2009, ore 20.45, Tavola rotonda Amministratori e Dirigenti scolastici sul tema: La scuola si occupa del futuro dei nostri figli, chi si occuperà della scuola?
Sala Civica Miglio di Calolziocorte.
volantino iniziativa
I GENITORI BOCCIANO IL MODELLO GELMINI. E ADESSO?
Le famiglie hanno detto no al maestro unico e alla riduzione del tempo scuola. Questo è quanto risulta, a iscrizioni chiuse, dai dati raccolti in tutta Italia dal ministero stesso: I dati della Provincia di Lecco (che riferiremo con precisione appena confermati) non si discostano significativamente dal trend nazionale: anche a Lecco le famiglie bocciano il maestro unico e scelgono a grande maggioranza il tempo lungo (30 ore + mensa o 40 ore).
| Modello orario | % scelta media italiana | % scelte prov.Lecco |
| 24 ore sett. | 3% | 3.5% |
| 27 ore sett. | 7% | 31.0% |
| 30 ore sett. | 56% | 39.5% |
| 40 ore sett. | 34% | 26.0% |
La “riforma” Gelmini si conferma una pura operazione di cassa, una manovra economica ridurre la spesa pubblica. Il Ministro Tremonti conferma i tagli annunciati al personale scolastico (meno insegnanti e meno bidelli) ma né lui né la Gelmini spiegano che questo significa:
- niente Laboratori;
- niente compresenze, sostegno, lavoro in piccoli gruppi;
- niente più gite e/o uscite sul territorio;
- niente insegnanti durante la pausa mensa;
Se in primo luogo ribadiamo la gravità di un Governo che modifica il modello formativo della scuola pubblica senza una finalità pedagogica e didattica ma con il solo criterio di ridurre la spesa pubblica, dobbiamo anche capire cosa accadrà: La scuola si occupa del futuro dei nostri figli, chi si occuperà della scuola?
LE SCUOLE dovranno mettersi in gioco nello studio dei modelli organizzativi. L’autonomia scolastica dovrà essere consentita: è solo con il Piano dell’Offerta Formativa che Dirigenti e docenti potranno proporre un modello formativo e organizzativo capace di offrire al territorio una SCUOLA adatta a rispondere ai bisogni e offrire opportunità di crescita.
I Comuni dovranno collaborare a trovare soluzioni e risorse: se non è giusto che i Comuni si debbano fare carico di quello che lo Stato dismette è indispensabile che si attivino per le loro nuove competenze. Sarà compito della POLITICA fare progetti e trovare soluzioni. La politica deve tornare a parlare di scuola e smetterla di parlare di sé stessa.
IL GOVERNO, dopo le promesse fatte, deve spiegare come farà a garantire l’orario scelto da ciascuno, la qualità e contemporaneamente proseguire con i tagli di personale e insegnanti? Chiediamo al Ministro risposte chiare di fronte ai bisogni che le famiglie hanno espresso.
Ne parliamo, Venerdì 27 Marzo 2009, ore 20.45, Tavola rotonda Amministratori e Dirigenti scolastici sul tema: La scuola si occupa del futuro dei nostri figli, chi si occuperà della scuola?
Sala Civica Miglio di Calolziocorte.
volantino iniziativa
martedì 10 marzo 2009
Della funzione di amministrare un piccolo Comune
di Chiara Pagano
1. Della funzione genitoriale dell’amministrare.
L’Amministrazione di un Comune è un’attività che, semplificando, di molto somiglia alla funzione genitoriale. Lo schema è lo stesso: c’è una casa (il Comune) da amministrare, ci sono dei figli piccoli da accudire, da crescere, per i quali pianificare un futuro fatto di possibilità, istruzione, servizi (pensiamo alle famiglie, ai minori, ai fragili), ci sono dei figli grandi con i quali concordare le strade da intraprendere (pensiamo alle forze economiche del paese: lavoratori, imprenditori, commercianti, artigiani, ecc), ci sono degli anziani da accudire e da rispettare, degli ospiti da accogliere, delle regole sociali da seguire (pensiamo alle Leggi), c’è uno stipendio da far bastare (entrate) e un bilancio da far quadrare (la famosa coperta troppo corta).
Come nella famiglia, chi amministra, si occupa di decidere e di governare: deve prendere decisioni fare scelte in funzione delle priorità che ci si dà e delle emergenze impreviste.
Per esempio: saper scegliere le priorità significa saper decidere, una volta pagate le bollette, il mutuo, la scuola i costi sanitari e assistenziali minimi (vedi costi di gestione dell’ente, i mutui per fognature, strade, manutenzioni immobili, ecc.,i servizi alla famiglia, agli anziani, ecc) come spendere e/o investire quel poco che avanza: in servizi alla famiglia? all’impresa? al turismo? agli anziani? in che proporzione, ordine, tempi?
Il tutto facendo i conti con i sempre più frequenti tagli e imprevisti (vedi eliminazione dell’ICI per la prima casa). Per i comuni è stato un po’ come essere messi in cassa integrazione: la cifra riscossa in passato e promessa dallo Stato è arrivata decurtata di un terzo.
A tale proposito, altra grande decisione da prendere è quella nell’ambito del lavoro.
Come ogni individuo deve decidere il modo in cui guadagnare i soldi per sé e per la famiglia, così l’Amministrazione deve decidere come “guadagnare” risorse per gli investimenti necessari allo sviluppo e al miglioramento del territorio: con gli oneri di urbanizzazione (facendo costruire altre case)? chiedendo a Stato e Regione di “regalare” qualcosa (e se non lo fa?), risparmiando sulla spesa corrente (bollette, scuola, salute, paghetta dei figli, feste, ecc.)?
I tagli a servizi primari, come l’assistenza domiciliare agli anziani (fatti dalla Regione Lombardia) o i tagli alla scuola dell’obbligo (programmati dallo Stato), incidono e incideranno sulle tasche di Comuni ed Enti Locali poiché le già poche risorse dovranno essere sottratte ad azioni di miglioramento e investimento per coprire le spese di base minime e necessarie a garantire il rispetto dei principi base che ci siamo dati: la Costituzione.
Torniamo dunque alla somiglianza tra il ruolo di Amministratore e di Genitore.
Il Buon Genitore è quello che deve saper fare, amministrare, prendere decisioni, prendersi cura dei figli piccoli, degli ammalati, allargare la partecipazione ai figli più grandi, costruire sinergie con gli altri, con la società, avere cura delle piccole cose, tenere unita la famiglia, comunità, anche sapendo dire dei no.
Il Buon Amministratore deve saper fare tutto questo ed in più essere rieletto.
2. Dell’essere bravi genitori.
La “famiglia” del Buon Amministratore è una famiglia numerosa,allargata: c’è l’anziano zio, la suocera, i numerosi figli piccoli, i rumorosi figli adolescenti, i figli già grandi, i nipotini, c’è una casa non sempre nuova e bella, spesso ereditata, con tubazioni che perdono, scarichi mal funzionanti, vecchi impianti, un grande giardino e l’orto molto belli, ma faticosi da tenere puliti e in ordine.
In una situazione così complessa spesso non è facile andare tutti d’accordo, ma soprattutto non è possibile accontentare tutti e questo non solo non è un male ma è normale, è naturale.
Lo sforzo da fare non deve essere volto all’ottenimento di un consenso generalizzato costruito sul soddisfacimento di desideri immediati, contingenti, o con azioni populiste.
Non è migliore il genitore che aumenta la paghetta al figlio piccolo, gli compra le caramelle e i gelati quando li chiede, regala il motorino, il telefonino al grande e poi non ha i soldi per riparare il tetto o pagare il qual si voglia imprevisto.
Non è migliore l’amministratore che, per essere amato, riduce le tasse, distribuisce buoni scuola, poi si trova a non avere sufficienti risorse per gestire i costi economici e sociali del vivere in collettività garantire gli stessi servizi per i quali elargisce piccoli e insufficienti contributi.
Essere amministratori non è un hobby, un passatempo ma non deve essere nemmeno un lavoro, è una funzione, una responsabilità che impegna la testa e il cuore 24 h su 24 h.
Nel contempo, mentre si svolge questa funzione di servizio alla società, non si può smettere di lavorare, di avere una vita privata, degli affetti, dei bisogni, una salute. Perciò per farlo bene ci vogliono forza di volontà, idee, sogni, la disponibilità a superare i propri limiti, ma soprattutto ci vuole la collaborazione e la partecipazione di tutti.
Quando si Amministra non si amministra per una parte politica, si amministra per i tutti cittadini guidati da un’idealità che governa le scelte e l’individuazione degli obiettivi da raggiungere.
3. Dell’essere bravi figli
Parliamo adesso dei figli, cioè dei cittadini: chiunque decide di vivere in un contesto sociale di collettività, deve sapere che ha responsabilità non solo verso sé e la sua famiglia ma verso i luoghi in cui vive e le persone che lo circondano.
Se la scelta non è quella di vivere di sussistenza, in un eremo isolato, allora la coerenza impone, in funzione alla propria indole, nella misura e nei tempi che ognuno sceglie rispetto alle sue possibilità e competenze, di fare e avere cura anche degli altri e dell’ambiente che lo circondano.
Non servono grandi azioni e ogni azione è grande: il sorriso e il buon giorno rivolti con sincerità, fermarsi a parlare, offrire un caffé, buttare la carta nel cestino, spazzare la strada davanti casa, impegnarsi in associazioni e volontariato, aiutare e lasciarsi aiutare.
4. Di una sfida possibile
Quando si amministra, si ha la responsabilità di governare la convivenza, di farsi carico dei costi della convivenza stessa, di garantire a tutti, in qualsiasi momento i servizi base, gli strumenti necessari per superare gli ostacoli e colmare le differenze e dove necessario garantire supporto e assistenza.
L’amministratore ha la responsabilità di avere una visione d’insieme in cui i bisogni di ognuno e la loro soddisfazione, non limitino i bisogni collettivi.
L’amministratore ha la responsabilità di lavorare per lo sviluppo economico e la tutela dell’ambiente urbano e naturale.
Per quanto l’amministratore - genitore, si sforzi di fare del suo meglio, nella direzione sopra descritta, di dare il massimo, deve sempre fare i conti con risorse umane, economiche e di tempo insufficienti.Deve prendere decisioni scomode a volte non volute o programmate.
Sempre un genitore, per quanto generoso e attento viene contestato dai figli adolescenti, ma sarà la capacità di quel genitore di osservare e accogliere che porterà in quegli stessi figli, con il tempo, a mutare i loro sentimenti di rabbia in fiducia e riconoscenza. Questo solo quando i figli ormai adulti sapranno vedere il lavoro fatto e comprendere la fatica costata.
Ma, c’è sempre un ma, tutto questo non può accadere se non si costruiscono delle relazioni di ascolto e partecipazione reali, se non si sanno leggere i bisogni del territorio e mediarli con il progetto iniziale e le risorse a disposizione, non può accadere se non si costruisce una rete di relazioni fatte di persone vere. Soprattutto non può accadere, se non si spiega ai cittadini che amministrare è un po’ come essere genitori (bisogna saper dire di no, spiegare i perché e gestire i disagi) ed essere cittadini è un po’ come essere figli (grandi, adulti, responsabili e collaborativi).
1. Della funzione genitoriale dell’amministrare.
L’Amministrazione di un Comune è un’attività che, semplificando, di molto somiglia alla funzione genitoriale. Lo schema è lo stesso: c’è una casa (il Comune) da amministrare, ci sono dei figli piccoli da accudire, da crescere, per i quali pianificare un futuro fatto di possibilità, istruzione, servizi (pensiamo alle famiglie, ai minori, ai fragili), ci sono dei figli grandi con i quali concordare le strade da intraprendere (pensiamo alle forze economiche del paese: lavoratori, imprenditori, commercianti, artigiani, ecc), ci sono degli anziani da accudire e da rispettare, degli ospiti da accogliere, delle regole sociali da seguire (pensiamo alle Leggi), c’è uno stipendio da far bastare (entrate) e un bilancio da far quadrare (la famosa coperta troppo corta).
Come nella famiglia, chi amministra, si occupa di decidere e di governare: deve prendere decisioni fare scelte in funzione delle priorità che ci si dà e delle emergenze impreviste.
Per esempio: saper scegliere le priorità significa saper decidere, una volta pagate le bollette, il mutuo, la scuola i costi sanitari e assistenziali minimi (vedi costi di gestione dell’ente, i mutui per fognature, strade, manutenzioni immobili, ecc.,i servizi alla famiglia, agli anziani, ecc) come spendere e/o investire quel poco che avanza: in servizi alla famiglia? all’impresa? al turismo? agli anziani? in che proporzione, ordine, tempi?
Il tutto facendo i conti con i sempre più frequenti tagli e imprevisti (vedi eliminazione dell’ICI per la prima casa). Per i comuni è stato un po’ come essere messi in cassa integrazione: la cifra riscossa in passato e promessa dallo Stato è arrivata decurtata di un terzo.
A tale proposito, altra grande decisione da prendere è quella nell’ambito del lavoro.
Come ogni individuo deve decidere il modo in cui guadagnare i soldi per sé e per la famiglia, così l’Amministrazione deve decidere come “guadagnare” risorse per gli investimenti necessari allo sviluppo e al miglioramento del territorio: con gli oneri di urbanizzazione (facendo costruire altre case)? chiedendo a Stato e Regione di “regalare” qualcosa (e se non lo fa?), risparmiando sulla spesa corrente (bollette, scuola, salute, paghetta dei figli, feste, ecc.)?
I tagli a servizi primari, come l’assistenza domiciliare agli anziani (fatti dalla Regione Lombardia) o i tagli alla scuola dell’obbligo (programmati dallo Stato), incidono e incideranno sulle tasche di Comuni ed Enti Locali poiché le già poche risorse dovranno essere sottratte ad azioni di miglioramento e investimento per coprire le spese di base minime e necessarie a garantire il rispetto dei principi base che ci siamo dati: la Costituzione.
Torniamo dunque alla somiglianza tra il ruolo di Amministratore e di Genitore.
Il Buon Genitore è quello che deve saper fare, amministrare, prendere decisioni, prendersi cura dei figli piccoli, degli ammalati, allargare la partecipazione ai figli più grandi, costruire sinergie con gli altri, con la società, avere cura delle piccole cose, tenere unita la famiglia, comunità, anche sapendo dire dei no.
Il Buon Amministratore deve saper fare tutto questo ed in più essere rieletto.
2. Dell’essere bravi genitori.
La “famiglia” del Buon Amministratore è una famiglia numerosa,allargata: c’è l’anziano zio, la suocera, i numerosi figli piccoli, i rumorosi figli adolescenti, i figli già grandi, i nipotini, c’è una casa non sempre nuova e bella, spesso ereditata, con tubazioni che perdono, scarichi mal funzionanti, vecchi impianti, un grande giardino e l’orto molto belli, ma faticosi da tenere puliti e in ordine.
In una situazione così complessa spesso non è facile andare tutti d’accordo, ma soprattutto non è possibile accontentare tutti e questo non solo non è un male ma è normale, è naturale.
Lo sforzo da fare non deve essere volto all’ottenimento di un consenso generalizzato costruito sul soddisfacimento di desideri immediati, contingenti, o con azioni populiste.
Non è migliore il genitore che aumenta la paghetta al figlio piccolo, gli compra le caramelle e i gelati quando li chiede, regala il motorino, il telefonino al grande e poi non ha i soldi per riparare il tetto o pagare il qual si voglia imprevisto.
Non è migliore l’amministratore che, per essere amato, riduce le tasse, distribuisce buoni scuola, poi si trova a non avere sufficienti risorse per gestire i costi economici e sociali del vivere in collettività garantire gli stessi servizi per i quali elargisce piccoli e insufficienti contributi.
Essere amministratori non è un hobby, un passatempo ma non deve essere nemmeno un lavoro, è una funzione, una responsabilità che impegna la testa e il cuore 24 h su 24 h.
Nel contempo, mentre si svolge questa funzione di servizio alla società, non si può smettere di lavorare, di avere una vita privata, degli affetti, dei bisogni, una salute. Perciò per farlo bene ci vogliono forza di volontà, idee, sogni, la disponibilità a superare i propri limiti, ma soprattutto ci vuole la collaborazione e la partecipazione di tutti.
Quando si Amministra non si amministra per una parte politica, si amministra per i tutti cittadini guidati da un’idealità che governa le scelte e l’individuazione degli obiettivi da raggiungere.
3. Dell’essere bravi figli
Parliamo adesso dei figli, cioè dei cittadini: chiunque decide di vivere in un contesto sociale di collettività, deve sapere che ha responsabilità non solo verso sé e la sua famiglia ma verso i luoghi in cui vive e le persone che lo circondano.
Se la scelta non è quella di vivere di sussistenza, in un eremo isolato, allora la coerenza impone, in funzione alla propria indole, nella misura e nei tempi che ognuno sceglie rispetto alle sue possibilità e competenze, di fare e avere cura anche degli altri e dell’ambiente che lo circondano.
Non servono grandi azioni e ogni azione è grande: il sorriso e il buon giorno rivolti con sincerità, fermarsi a parlare, offrire un caffé, buttare la carta nel cestino, spazzare la strada davanti casa, impegnarsi in associazioni e volontariato, aiutare e lasciarsi aiutare.
4. Di una sfida possibile
Quando si amministra, si ha la responsabilità di governare la convivenza, di farsi carico dei costi della convivenza stessa, di garantire a tutti, in qualsiasi momento i servizi base, gli strumenti necessari per superare gli ostacoli e colmare le differenze e dove necessario garantire supporto e assistenza.
L’amministratore ha la responsabilità di avere una visione d’insieme in cui i bisogni di ognuno e la loro soddisfazione, non limitino i bisogni collettivi.
L’amministratore ha la responsabilità di lavorare per lo sviluppo economico e la tutela dell’ambiente urbano e naturale.
Per quanto l’amministratore - genitore, si sforzi di fare del suo meglio, nella direzione sopra descritta, di dare il massimo, deve sempre fare i conti con risorse umane, economiche e di tempo insufficienti.Deve prendere decisioni scomode a volte non volute o programmate.
Sempre un genitore, per quanto generoso e attento viene contestato dai figli adolescenti, ma sarà la capacità di quel genitore di osservare e accogliere che porterà in quegli stessi figli, con il tempo, a mutare i loro sentimenti di rabbia in fiducia e riconoscenza. Questo solo quando i figli ormai adulti sapranno vedere il lavoro fatto e comprendere la fatica costata.
Ma, c’è sempre un ma, tutto questo non può accadere se non si costruiscono delle relazioni di ascolto e partecipazione reali, se non si sanno leggere i bisogni del territorio e mediarli con il progetto iniziale e le risorse a disposizione, non può accadere se non si costruisce una rete di relazioni fatte di persone vere. Soprattutto non può accadere, se non si spiega ai cittadini che amministrare è un po’ come essere genitori (bisogna saper dire di no, spiegare i perché e gestire i disagi) ed essere cittadini è un po’ come essere figli (grandi, adulti, responsabili e collaborativi).
giovedì 26 febbraio 2009
Iniziative PD Calolziocorte - Marzo 2009
Continua l'attività politico-informativa del Circolo del PD di Calolziocorte.
Questo dimostra che anche a Calolziocorte c'è un gruppo di persone "vivo" che riconosce l'importanza dell'impegno civile prima ancora che squisitamente politico.
Per il mese di Marzo sono previsti due appuntamenti presso la Sala Civica:
- MERCOLEDI' 11 Marzo ORE 20.45 "Etica e politica in dialogo per la società di oggi"
modera Norberto Valsecchi - PD di Calolziocorte
volantino dell'iniziativa
- VENERDI' 27 Marzo ORE 20.45 "La scuola si occupa del futuro dei nostri figli,
chi si occuperà della scuola?"
modera Chiara Pagano - PD di Calolziocorte
volantino dell'iniziativa
Questo dimostra che anche a Calolziocorte c'è un gruppo di persone "vivo" che riconosce l'importanza dell'impegno civile prima ancora che squisitamente politico.
Per il mese di Marzo sono previsti due appuntamenti presso la Sala Civica:
- MERCOLEDI' 11 Marzo ORE 20.45 "Etica e politica in dialogo per la società di oggi"
modera Norberto Valsecchi - PD di Calolziocorte
volantino dell'iniziativa
- VENERDI' 27 Marzo ORE 20.45 "La scuola si occupa del futuro dei nostri figli,
chi si occuperà della scuola?"
modera Chiara Pagano - PD di Calolziocorte
volantino dell'iniziativa
venerdì 13 febbraio 2009
UNITI a Sala di Calolziocorte sabato 21.02.2009
COMUNICATO stampa del 21.02.2009
Il Gruppo consiliare di “Uniti per Calolziocorte” prosegue nella propria attività d’incontro e ascolto dei cittadini, oltre allo spazio aperto ogni sabato mattina, dalle 10 alle 12, e a tutte le consuete occasioni politico-amministrative, anche nei quartieri e nei luoghi dove ogni calolziese può esprimere proprie osservazioni, richieste, suggerimenti che possano migliorare la nostra Città e rendere Calolziocorte più vivibile e partecipata.

La prossima occasione è prevista per sabato 21 febbraio, dalle 9,30 alle 16,30 presso il gazebo allestito in via Santi Cosma e Damiano nelle vicinanze di via Stradelle-parco Beslan; attenzione puntata soprattutto su Sala ma non solo, chiunque potrà partecipare e incontrare i consiglieri comunali di Uniti e sostenitori dell’attività.
Il Gruppo consiliare di “Uniti per Calolziocorte” prosegue nella propria attività d’incontro e ascolto dei cittadini, oltre allo spazio aperto ogni sabato mattina, dalle 10 alle 12, e a tutte le consuete occasioni politico-amministrative, anche nei quartieri e nei luoghi dove ogni calolziese può esprimere proprie osservazioni, richieste, suggerimenti che possano migliorare la nostra Città e rendere Calolziocorte più vivibile e partecipata.

La prossima occasione è prevista per sabato 21 febbraio, dalle 9,30 alle 16,30 presso il gazebo allestito in via Santi Cosma e Damiano nelle vicinanze di via Stradelle-parco Beslan; attenzione puntata soprattutto su Sala ma non solo, chiunque potrà partecipare e incontrare i consiglieri comunali di Uniti e sostenitori dell’attività.
L'e-government comunale è davvero sicura? Da oggi ancor di più!
Durante l'ultimo Consiglio Comunale mentre era in fase di approvazione la convenzione per la gestione associata del centro sistema e della rete informatica sovracomunale (punto 5 odg - approvato anche col nostro apporto )si è colta l'occasione per sottolineare come LA POLITICA DELLA SICUREZZA SI POSSA VEDERE E CURARE FIN DAI PICCOLI ACCORGIMENTI.
Infatti nel sistema informatico del sito del Comune di Calolziocorte nelle sezioni relative alla modulistica ( Esempio: Home > Modulistica > Uffici e Servizi pubblici > Segreteria Generale > Autocertificazioni) compaiono,ad oggi, i formati .doc dei documenti.
In termini di SICUREZZA,dai "naviganti" on the web , è da tempo adottato il formato .pdf che garantisce la possibilità di non modificare il testo editato.
Chi degli Uffici verificherebbe eventuali modifiche? Certo è che tale politica funzionerebbe al meglio se tutte le istituzioni adottassero questi accorgimenti...
Tant'è...
Su nostra proposta si procederà quindi ad "irrobustire" l'e-government del Comune di Calolziocorte, pubblicando i modelli "incriminati" con un formato dei files opportuno. In fondo,anche attraverso queste piccole azioni si contribuisce a rendere più sicura l'attività degli Uffici oltrechè il servizio ai cittadini ed ai residenti.
Infatti nel sistema informatico del sito del Comune di Calolziocorte nelle sezioni relative alla modulistica ( Esempio: Home > Modulistica > Uffici e Servizi pubblici > Segreteria Generale > Autocertificazioni) compaiono,ad oggi, i formati .doc dei documenti.
In termini di SICUREZZA,dai "naviganti" on the web , è da tempo adottato il formato .pdf che garantisce la possibilità di non modificare il testo editato.
Chi degli Uffici verificherebbe eventuali modifiche? Certo è che tale politica funzionerebbe al meglio se tutte le istituzioni adottassero questi accorgimenti...
Tant'è...
Su nostra proposta si procederà quindi ad "irrobustire" l'e-government del Comune di Calolziocorte, pubblicando i modelli "incriminati" con un formato dei files opportuno. In fondo,anche attraverso queste piccole azioni si contribuisce a rendere più sicura l'attività degli Uffici oltrechè il servizio ai cittadini ed ai residenti.
giovedì 5 febbraio 2009
Consiglio Comunale 11.02.2009
Cliccando sul link sottostante è possibile visionare l'Ordine del Giorno del prossimo consiglio comunale che si terrà il giorno MERCOLEDI' 11 FEBBRAIO p.v.
OdG consiglio comunale 11.02.09
OdG consiglio comunale 11.02.09
mercoledì 28 gennaio 2009
Il sondaggio
Da quest'oggi per tener viva l'attenzione dei Calolziesi si vorrebbero proporre dei sondaggi periodici per captare quali siano i sentimenti,le opinioni e perchè no il livello di informazione degli stessi.
Come primo "banco di prova" si propone di ..."partecipare alla partecipata comunale AUSM".Buon divertimento!
(per esprimere il tuo voto seleziona una voce nella colonna a destra!)
Come primo "banco di prova" si propone di ..."partecipare alla partecipata comunale AUSM".Buon divertimento!
(per esprimere il tuo voto seleziona una voce nella colonna a destra!)
sabato 24 gennaio 2009
23 Gennaio 2009 - Tettamanzi a Lecco:
La Sobrietà Dimenticata
"La Sobrietà Dimenticata".
Questo il tema che ha caratterizzato l'incontro dell'arcivescovo di Milano con gli appartenenti alle amministrazioni locali lecchesi dopo gli analoghi appuntamenti a Varese e Monza.

Nel suo intevento il Cardinale ha sottolineato la centralità del tema della condivisione. Una condivisione di beni "immateriali", soprattutto, che sono quelli morali e spirituali quali il nostro tempo,la nostra intelligenza, la nostra compagnia,le nostre riflessioni,il nostro sapere,la nostra persona.
Il Cardinale richiama ad uno stile politico improntato alla cifra della sobrietà:
-una sobrietà di parola, così da non sprecarsi in inutili e fatue discussioni che
non portano ad utilità alcuna;
-una sobrietà nell'esibizione di sè, così da evitare abbagli ed essere più lucidi e
predisposti all'ascolto di ciò che la gente (i cittadini) vanno chiedendo;
-una sobrietà negli stili di vita,infatti laddove non c'è brama di apparire e di
potere si è più liberi nelle scelte e più disponibili alla partecipazione
Rifacendosi anche all'intervento di Benedetto XVI a Cagliari [vedi intervento sul blog del 08.09.2008 più sotto],che ammoniva sulla necessità di una nuova classe politica giovane e preparata con solide basi morali, Tettamanzi rilancia affermando come la sobrietà non sia solo un valore personale e individuale ma anche sociale e comunitario.
Con tale affermazione invita ad un uso sapiente dei beni per il mondo e quindi, più nel concreto, per le nostre comunità diviene necessario che l'amministrazione delle risorse (economiche incluse) non scada in investimenti inutili o a beneficio di pochi (leggesi clientelismo?).
Il congedo avviene con la rilettura di un intervento dell'allora arcivescovo di Milano Montini (1961)e che sembra descrivere in modo attuale il senso della lectio:
"...Bisognerà che il senso morale sia vigile e forte per mantenere nella vita il primato dello spirituale,l'onestà della giustizia nel traffico delle cose, la sobrietà che conserva all'uomo la possibilità di godere dei beni di questo mondo senza rimanerne ubriacato e degradato."
Questo il tema che ha caratterizzato l'incontro dell'arcivescovo di Milano con gli appartenenti alle amministrazioni locali lecchesi dopo gli analoghi appuntamenti a Varese e Monza.

Nel suo intevento il Cardinale ha sottolineato la centralità del tema della condivisione. Una condivisione di beni "immateriali", soprattutto, che sono quelli morali e spirituali quali il nostro tempo,la nostra intelligenza, la nostra compagnia,le nostre riflessioni,il nostro sapere,la nostra persona.
Il Cardinale richiama ad uno stile politico improntato alla cifra della sobrietà:
-una sobrietà di parola, così da non sprecarsi in inutili e fatue discussioni che
non portano ad utilità alcuna;
-una sobrietà nell'esibizione di sè, così da evitare abbagli ed essere più lucidi e
predisposti all'ascolto di ciò che la gente (i cittadini) vanno chiedendo;
-una sobrietà negli stili di vita,infatti laddove non c'è brama di apparire e di
potere si è più liberi nelle scelte e più disponibili alla partecipazione
Rifacendosi anche all'intervento di Benedetto XVI a Cagliari [vedi intervento sul blog del 08.09.2008 più sotto],che ammoniva sulla necessità di una nuova classe politica giovane e preparata con solide basi morali, Tettamanzi rilancia affermando come la sobrietà non sia solo un valore personale e individuale ma anche sociale e comunitario.
Con tale affermazione invita ad un uso sapiente dei beni per il mondo e quindi, più nel concreto, per le nostre comunità diviene necessario che l'amministrazione delle risorse (economiche incluse) non scada in investimenti inutili o a beneficio di pochi (leggesi clientelismo?).
Il congedo avviene con la rilettura di un intervento dell'allora arcivescovo di Milano Montini (1961)e che sembra descrivere in modo attuale il senso della lectio:
"...Bisognerà che il senso morale sia vigile e forte per mantenere nella vita il primato dello spirituale,l'onestà della giustizia nel traffico delle cose, la sobrietà che conserva all'uomo la possibilità di godere dei beni di questo mondo senza rimanerne ubriacato e degradato."
giovedì 1 gennaio 2009
Buon 2009
Stefania regala a tutti i Calolziesi questa splendida immagine di Calolziocorte al risveglio nel primo giorno dell'anno. Che doni serenità a tutte le sue anime.Grazie per il pensiero!


domenica 21 dicembre 2008
Sereno Natale 2008 e Lieto 2009
Questo è quanto noi democratici rivolgiamo a tutti i Calolziesi...
Fiduciosi rivolgiamo il nostro sguardo e riponiamo le nostre speranze nei giorni futuri.
Sappiamo che molti, anche a Calolziocorte, stanno attraversando le difficoltà dettate dalla contingenza.Il nostro sentimento di solidarietà ed i nostri auguri sono rivolti in particolar modo a loro ed alle rispettive famiglie.
Con amicizia.
Gruppo Democratico Calolziocorte.
Fiduciosi rivolgiamo il nostro sguardo e riponiamo le nostre speranze nei giorni futuri.
Sappiamo che molti, anche a Calolziocorte, stanno attraversando le difficoltà dettate dalla contingenza.Il nostro sentimento di solidarietà ed i nostri auguri sono rivolti in particolar modo a loro ed alle rispettive famiglie.
Con amicizia.
Gruppo Democratico Calolziocorte.
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sabato 20 dicembre 2008
Consiglio Comunale 17.12.2008
ALTRO INTERVENTO SUL BILANCIO DI PREVISIONE 2009
Preso atto delle documentazioni forniteci si osserva come anche il Comune di Calolziocorte non possa evitare la sorta di ‘credit crunch’ del centralismo statale per quanto concerne l’ICI.
E’ innegabile come l’attuale governo abbia ‘sforbiciato’ senza valutare in modo opportuno le adeguate coperture. In termini percentuali pertanto, il recupero nelle entrate a bilancio di questa voce potrebbe non corrispondere al 100%. Ad ogni modo, in via prudenziale, crediamo sia d’obbligo attendere le scadenze del prossimo Aprile per ulteriori e nuove valutazioni…
Si riconosce a questa amministrazione il fatto di avere rispettato il patto di stabilità dal punto di vista tecnico – si ribadisce tecnico. Tuttavia si sottolineano due aspetti. In primis si ricorda come, per il patto di stabilità, il metodo di calcolo con meccanismo di competenza ibrida ‘ammorbidisca’ le spese correnti. Queste ultime vengono infatti calcolate in termini di competenza piuttosto che di cassa.
In secondo luogo, il pareggio di bilancio, viene perseguito con un recupero di 580.000€ provenienti da oneri di urbanizzazione. Anche se dobbiamo riconoscere i limitati spazi di manovra, non possiamo sottacere sulle osservazioni evinte dal Parere del Revisore dei conti ( vedasi punto ‘e’ ), che ritengono necessario l’impegno di spesa solo nel momento di accertamento d’entrata.
Dal punto di vista politico, si è nuovamente in disaccordo su Piazza V. Veneto rimarcando il peso che il rifacimento della stessa esercita sulle opere pubbliche calolziesi.

Abbiamo già ricordato come da un importo previsto di 1.360.000€ (maggio 2007)si sia arrivati dapprima ad 1.800.000€ (dicembre 2007) per poi approdare con l’ultima delibera consiliare del 14 Novembre u.s. alla quota di 2.155.000€ con l’aggiustamento di 355.000€ (+58% sul valore base).
Per estrapolare queste risorse si sono portate in diminuzione le acquisizioni di beni per la viabilità e la circolazione stradale. Si può andare oltre pensando che siano state tolte preziose risorse per la sicurezza stradale stessa.
Si nota come il delta di spesa per la Piazza sia pari a 795.000€ e come con tali scelte si siano precluse coperture in ambito ricreativo oltreché alla già citata viabilità.
In termini qualitativi – sottolineiamo qualitativi - infatti si perde la possibilità di mantenere i 330.000€ impegnati lo scorso anno sotto la voce nuovi impianti sportivi. E’ altresì vero che tale importo è per lo più ascrivibile a beneficio di espropri, tuttavia si evidenzia come un pari impegno di spesa avrebbe potuto giocare , ad esempio, a favore della realizzazione di una nuova palestra in località Sala.
Impegno che questa maggioranza manifestò come opera realizzanda, ma che ad oggi nel piano triennale di cui si discuterà in seguito figura come mera ipotesi.
In ultimo si rileva come ad oggi ci sia il rischio che le partecipate comunali, nel nostro caso AUSM, influenzino l’attuale equilibrio di bilancio previsto per il 2009.
Il problema delle partecipate, in tutta sincerità , non riveste peculiarità esclusiva del Comune di Calolziocorte, poiché anche a livello nazionale il quadro non appare confortante in merito. Tuttavia qui a Calolziocorte risultano particolarmente evidenti le difficoltà nel gestire un’azienda che non è più sostenuta così da poter essere economicamente valida
A conferma di ciò, non possiamo glissare sui pareri tecnici assai prudenti espressi dal Segretario e dal funzionario Responsabile del Settore Servizi Economico Finanziari unitamente al Parere dei Revisori. Quest’ultimo in particolare sollecita l’ente a dotarsi di procedure di controllo atte ad impostare e monitorare i processi decisionali in corso nelle società partecipate direttamente ed indirettamente..
Ci sentiamo pertanto di condividere tali riserve.
Come nota a parte si rileva come nel Consiglio Comunale del 17 Settembre u.s., il Sindaco abbia dichiarato durante la comunicazione delle nomine del consiglio di amministrazione AUSM di ridurre i membri effettivi dello stesso da 3 a 5 unità, previa modifica dello statuto, entro fine dicembre 2008. Ad oggi entrambi gli impegni non risultano rispettati.[a seguito di tale considerazione il Sindaco ricorda che si provvederà - come accordato in commissione - a mantenere tali due adempimenti nel mese di gennaio 2009]
Preso atto delle documentazioni forniteci si osserva come anche il Comune di Calolziocorte non possa evitare la sorta di ‘credit crunch’ del centralismo statale per quanto concerne l’ICI.
E’ innegabile come l’attuale governo abbia ‘sforbiciato’ senza valutare in modo opportuno le adeguate coperture. In termini percentuali pertanto, il recupero nelle entrate a bilancio di questa voce potrebbe non corrispondere al 100%. Ad ogni modo, in via prudenziale, crediamo sia d’obbligo attendere le scadenze del prossimo Aprile per ulteriori e nuove valutazioni…
Si riconosce a questa amministrazione il fatto di avere rispettato il patto di stabilità dal punto di vista tecnico – si ribadisce tecnico. Tuttavia si sottolineano due aspetti. In primis si ricorda come, per il patto di stabilità, il metodo di calcolo con meccanismo di competenza ibrida ‘ammorbidisca’ le spese correnti. Queste ultime vengono infatti calcolate in termini di competenza piuttosto che di cassa.
In secondo luogo, il pareggio di bilancio, viene perseguito con un recupero di 580.000€ provenienti da oneri di urbanizzazione. Anche se dobbiamo riconoscere i limitati spazi di manovra, non possiamo sottacere sulle osservazioni evinte dal Parere del Revisore dei conti ( vedasi punto ‘e’ ), che ritengono necessario l’impegno di spesa solo nel momento di accertamento d’entrata.
Dal punto di vista politico, si è nuovamente in disaccordo su Piazza V. Veneto rimarcando il peso che il rifacimento della stessa esercita sulle opere pubbliche calolziesi.
Abbiamo già ricordato come da un importo previsto di 1.360.000€ (maggio 2007)si sia arrivati dapprima ad 1.800.000€ (dicembre 2007) per poi approdare con l’ultima delibera consiliare del 14 Novembre u.s. alla quota di 2.155.000€ con l’aggiustamento di 355.000€ (+58% sul valore base).
Per estrapolare queste risorse si sono portate in diminuzione le acquisizioni di beni per la viabilità e la circolazione stradale. Si può andare oltre pensando che siano state tolte preziose risorse per la sicurezza stradale stessa.
Si nota come il delta di spesa per la Piazza sia pari a 795.000€ e come con tali scelte si siano precluse coperture in ambito ricreativo oltreché alla già citata viabilità.
In termini qualitativi – sottolineiamo qualitativi - infatti si perde la possibilità di mantenere i 330.000€ impegnati lo scorso anno sotto la voce nuovi impianti sportivi. E’ altresì vero che tale importo è per lo più ascrivibile a beneficio di espropri, tuttavia si evidenzia come un pari impegno di spesa avrebbe potuto giocare , ad esempio, a favore della realizzazione di una nuova palestra in località Sala.
Impegno che questa maggioranza manifestò come opera realizzanda, ma che ad oggi nel piano triennale di cui si discuterà in seguito figura come mera ipotesi.
In ultimo si rileva come ad oggi ci sia il rischio che le partecipate comunali, nel nostro caso AUSM, influenzino l’attuale equilibrio di bilancio previsto per il 2009.
Il problema delle partecipate, in tutta sincerità , non riveste peculiarità esclusiva del Comune di Calolziocorte, poiché anche a livello nazionale il quadro non appare confortante in merito. Tuttavia qui a Calolziocorte risultano particolarmente evidenti le difficoltà nel gestire un’azienda che non è più sostenuta così da poter essere economicamente valida
A conferma di ciò, non possiamo glissare sui pareri tecnici assai prudenti espressi dal Segretario e dal funzionario Responsabile del Settore Servizi Economico Finanziari unitamente al Parere dei Revisori. Quest’ultimo in particolare sollecita l’ente a dotarsi di procedure di controllo atte ad impostare e monitorare i processi decisionali in corso nelle società partecipate direttamente ed indirettamente..
Ci sentiamo pertanto di condividere tali riserve.
Come nota a parte si rileva come nel Consiglio Comunale del 17 Settembre u.s., il Sindaco abbia dichiarato durante la comunicazione delle nomine del consiglio di amministrazione AUSM di ridurre i membri effettivi dello stesso da 3 a 5 unità, previa modifica dello statuto, entro fine dicembre 2008. Ad oggi entrambi gli impegni non risultano rispettati.[a seguito di tale considerazione il Sindaco ricorda che si provvederà - come accordato in commissione - a mantenere tali due adempimenti nel mese di gennaio 2009]
giovedì 11 dicembre 2008
Pillole / 3
di Paolo Autelitano
10 dicembre 2008
DIRITTI UMANI Il 10 dicembre 1948 nasceva la Dichiarazione universale dei Diritti umani. Sessant’anni fa. Poco prima nasceva l’Onu, negli stessi anni o poco dopo stava nascendo l’Unione europea, e così via. Anni che vedono i protagonisti impegnati a costruire fondamenta con la speranza di un’epoca nuova, migliore. L’Italia ripartiva con una Carta costituzionale sulla quale oggi purtroppo non tutti sanno evitare di scarabocchiare solo modifiche di comodo, di parte, esclusive (quando invece vi erano, vi sono, già scritte le autonomie, le opportunità per un Paese migliore, i diritti e i doveri del cittadino come delle istituzioni, la coabitazione – con civile e pacifica coesistenza nel reciproco arricchimento – di culture e prospettive politiche con storie e ispirazioni diverse). Tanti avvenimenti, in quegli anni, grandi scelte che hanno segnato la Storia, pensatori che ci hanno lasciato tracce che ancor oggi (soprattutto oggi) sono valide, significativamente fondamentali… da seguire, a cui ispirarsi.
E sì che a noi attuali abitanti del mondo pareva, fino a pochi mesi fa, di essere lanciati a ritmo sostenuto (forsennato, poco umano) nel pieno sviluppo, verso il progresso, sempre in crescita (fino a quale punto, con quali risorse? E con opportunità per tutti?). Guardando il mondo da una finestra piccola (troppo piccola) che invece sembrava grande, anzi: una bella terrazza all’aperto, con giardino. Ma il mondo non è solo il giardino del mio vicino che delimita la mia “proprietà”. Nel mio interesse. In fondo “ho i miei soldi al sicuro”, “sto bene”; fin quando qualcosa accade ad esempio in Argentina (l’altro ieri) o in Italia con Parmalat (ieri) o negli Stati Uniti d’America (oggi).
CONOSCENZA Allora è necessario sapere, conoscere, informarsi. E torna l’argomento che vorrei approfondire, capire: i mezzi d’informazione, il sistema di comunicazione. Sì, perché se non conosco, se non so, non posso difendermi, non posso cogliere le opportunità. Ad esempio, pare che da oltre un anno e forse più, negli Usa sapessero che la recessione, la grave crisi fosse già realtà (ma s’è saputo far finta di niente) e che anche in Italia qualcuno avesse previsto: oggi in libreria si trovano best seller di ministri… che però nei cinque anni del precedente Governo Berlusconi non si sono preoccupati più di tanto di risanare l’economia (bisognava vendere i gioielli di famiglia per “investire al gioco”, ahimè ora col giocattolo rotto, come anche far rientrare – legalizzandole – le ingenti somme di denaro dall’estero, probabilmente poco “ordinarie”), di regolare il mercato (altrimenti che liberismo sarebbe?) e il sistema finanziario (a proposito, chi non ha vigilato sulle speculazioni avvenute col pretesto dell’euro?). Han continuato a dire che dovevamo sentirci benestanti, per darci fiducia (ciò che, comunque, è opportuno). Che l’economia funziona coi consumi e che il movimento dei soldi sostiene lo sviluppo, la produzione, ecc. col semplice particolare che, in genere, c’è differenza tra chi guadagna mille euro mensili e chi ne guadagna diecimila… In media tutti magari (sono cifre a caso) cambiamo auto una volta all’anno, andiamo al cinema una volta a settimana, due-tre periodi di ferie annuali, diverse altre spese… Ma a me i conti non tornano, per la realtà che conosco.
INTELLIGENCE USA E INTELLIGENZE A proposito di guerre contestate (e del dubbio: si bada più all’interesse ai fini dell’economia o ai danni e alle conseguenze che comporta un conflitto?) sembra che poi le famose armi di distruzione di massa irachene non siano state trovate; davvero massiccia l’“intelligente” (astuta) campagna d’informazione Usa per avere dalla “parte giusta” l’opinione pubblica, a giustificare l’intervento militare. In questi anni petrolieri e affaristi di Borsa qualche soldo l’avran fatto?
Campagna d’informazione, consenso popolare (e magari sondaggi), mass media, responsabilità dei cittadini… Occorre insistere per esigere (e difendere) i principi democratici. Da evitare: ieri tutti a piazza Venezia, oggi davanti al televisore, ascoltando una conferenza stampa.
“Dittatura” è una parola grossa, forte (e ancora non la userei) eccessiva, ma le sue “leve” oggi sono il potere economico-finanziario, il dominio sull’informazione…
Tornando negli Usa, guarda caso dove non tutto accade per caso… Fallimento a metà settembre di Lehman Brothers, non si interviene (non si può) e a cascata frana un po’ tutto. Il ministro del Tesoro dell’Amministrazione Bush (che la Storia, non io, giudicherà), Henry Paulson, in precedenza è stato per otto anni presidente della concorrente Goldman Sachs; considerato il banchiere americano di maggior successo dopo l’ex leader di Citigroup, Sandy Weill, evidentemente ci sa fare. Sul “Corriere della Sera” dell’11 febbraio 2007 si legge di significative operazioni finanziarie (da presidente, non ancora ministro) avvenute con la Cina e di trasferimenti di soldi personali (beneficenza, parrebbe) verso una fondazione ecologista da lui stesso creata nell'86; «Ma forse per il ministro – si legge sul Corriere – come per Gates, finanziare cause giuste significa anche costruirsi un ponte fuori e dopo gli affari, verso un’altra carriera: sarà probabilmente Paulson stesso a guidare» la fondazione. Altre banche sono state (giustamente) salvate, e la Lehman Brothers? I migliori “presidenti”, evidentemente, o no?
VOLI E VOTI Alitalia non c’entra, se non occasionalmente; a volare sono i soldi… Nel 2004 Giancarlo Cimoli passa dalle Ferrovie all’Alitalia, Berlusconi lo definisce il “miglior amministratore possibile”, alla guida della compagnia aerea per due milioni ottocentomila euro lordi (nel 2005), il più alto compenso tra le compagnie europee. Il resto è cronaca dei giorni nostri… Risultati, voli più o meno “pindarici”.
Nelle previsioni, d’altra parte, non sempre si può indovinare. Brunetta ad esempio, che per altre cose ha fatto pure bene, da buon economista in agosto aveva detto: “Il peggio è passato”.
TRACCE Da seguire, a cui ispirarsi: non resterebbe quindi, secondo me, per noi altro di meglio che stare coi piedi per terra, camminare e magari seguire percorsi un po’ più diritti. Un mondo migliore comincia anche da noi stessi. I testimoni non mancano, basta conoscere o mettersi (umilmente) alla ricerca. Ne cito solo due, anche per via della ricorrenza: nella notte tra il 9 e il 10 dicembre 1968 si spegneva nella sua casa di Basilea all’età di 82 anni Karl Barth, il teologo riformato che aveva segnato in modo decisivo il panorama della teologia del XX Secolo e aveva partecipato da protagonista al confronto sulle questioni cruciali dibattute in ambito sociale ed ecclesiale a partire dagli inizi del Novecento (non strettamente in argomento, ma ad esempio “Pace e giustizia sociale”, ed. Città aperta) nel ’48 affermava: «Deve esistere un impegno comune alla ricerca di una nuova etica e dei fondamenti sui quali porre una nuova “maniera di agire del giusto”»). E poi ricordo il monaco americano (anche perché ho parlato fin troppo male dell’America!) Thomas Merton (1915-1968), persona dai mille interessi, che leggendo i libri di Gilson e di Maritain, si convertì al cattolicesimo e nel 1938 diventò cistercense. Con riferimento a Merton riporto qui, perché di straordinaria attualità e con possibili riferimenti a quanto avviene oggi, un brano di un articolo tratto da L’Osservatore Romano del 9-10 dicembre 2008: da «rilevare che anche le questioni politiche dei diritti dell’uomo e della pace tra i popoli sono affrontati in queste corrispondenze. Leclerc sottolinea come la grandezza di Maritain consista nella conciliazione “tra l’obbedienza della fede e la libertà di pensiero, tra un atteggiamento contemplativo e un servizio disinteressato alla giustizia e alla pace tra gli uomini”. Merton dalla sua trappa si interessa ai problemi sociali che affliggono l’America. Critica l’intervento americano in Vietnam, combatte il razzismo, predica la non-violenza. Nel 1963 collabora a un numero monografico Il negro e la coscienza bianca della rivista “Ramparts” sui conflitti razziali. Maritain scrive a Journet, a riguardo dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy “vittima dei bianchi fanatici, nemici dell’integrazione, tutto questo è oscurato affinché i neri non sappiano che è morto per loro, affinché non ci sia un’occasione per la coscienza dei bianchi per risvegliarsi”».
Per concludere, allora, davvero in bellezza (e speranza) con un paio d’articoli della Dichiarazione: «Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione (…) e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere» (Articolo 19). «Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. (…) La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni» (Articolo 21).
Infatti «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza» (Articolo 1), perché «Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona» (Articolo 3).
Partiamo da noi stessi, nel nostro piccolo, accanto al prossimo e nell’impegno quotidiano della casa, del lavoro, dello studio, ricordando le parole di Eleanor Roosevelt: «Dove hanno inizio, dopo tutto, i diritti umani universali? In posti piccoli, vicino a casa, così piccoli e così vicini che non possono essere visti su nessuna mappa del mondo».
Allora è possibile!
10 dicembre 2008
DIRITTI UMANI Il 10 dicembre 1948 nasceva la Dichiarazione universale dei Diritti umani. Sessant’anni fa. Poco prima nasceva l’Onu, negli stessi anni o poco dopo stava nascendo l’Unione europea, e così via. Anni che vedono i protagonisti impegnati a costruire fondamenta con la speranza di un’epoca nuova, migliore. L’Italia ripartiva con una Carta costituzionale sulla quale oggi purtroppo non tutti sanno evitare di scarabocchiare solo modifiche di comodo, di parte, esclusive (quando invece vi erano, vi sono, già scritte le autonomie, le opportunità per un Paese migliore, i diritti e i doveri del cittadino come delle istituzioni, la coabitazione – con civile e pacifica coesistenza nel reciproco arricchimento – di culture e prospettive politiche con storie e ispirazioni diverse). Tanti avvenimenti, in quegli anni, grandi scelte che hanno segnato la Storia, pensatori che ci hanno lasciato tracce che ancor oggi (soprattutto oggi) sono valide, significativamente fondamentali… da seguire, a cui ispirarsi.
E sì che a noi attuali abitanti del mondo pareva, fino a pochi mesi fa, di essere lanciati a ritmo sostenuto (forsennato, poco umano) nel pieno sviluppo, verso il progresso, sempre in crescita (fino a quale punto, con quali risorse? E con opportunità per tutti?). Guardando il mondo da una finestra piccola (troppo piccola) che invece sembrava grande, anzi: una bella terrazza all’aperto, con giardino. Ma il mondo non è solo il giardino del mio vicino che delimita la mia “proprietà”. Nel mio interesse. In fondo “ho i miei soldi al sicuro”, “sto bene”; fin quando qualcosa accade ad esempio in Argentina (l’altro ieri) o in Italia con Parmalat (ieri) o negli Stati Uniti d’America (oggi).
CONOSCENZA Allora è necessario sapere, conoscere, informarsi. E torna l’argomento che vorrei approfondire, capire: i mezzi d’informazione, il sistema di comunicazione. Sì, perché se non conosco, se non so, non posso difendermi, non posso cogliere le opportunità. Ad esempio, pare che da oltre un anno e forse più, negli Usa sapessero che la recessione, la grave crisi fosse già realtà (ma s’è saputo far finta di niente) e che anche in Italia qualcuno avesse previsto: oggi in libreria si trovano best seller di ministri… che però nei cinque anni del precedente Governo Berlusconi non si sono preoccupati più di tanto di risanare l’economia (bisognava vendere i gioielli di famiglia per “investire al gioco”, ahimè ora col giocattolo rotto, come anche far rientrare – legalizzandole – le ingenti somme di denaro dall’estero, probabilmente poco “ordinarie”), di regolare il mercato (altrimenti che liberismo sarebbe?) e il sistema finanziario (a proposito, chi non ha vigilato sulle speculazioni avvenute col pretesto dell’euro?). Han continuato a dire che dovevamo sentirci benestanti, per darci fiducia (ciò che, comunque, è opportuno). Che l’economia funziona coi consumi e che il movimento dei soldi sostiene lo sviluppo, la produzione, ecc. col semplice particolare che, in genere, c’è differenza tra chi guadagna mille euro mensili e chi ne guadagna diecimila… In media tutti magari (sono cifre a caso) cambiamo auto una volta all’anno, andiamo al cinema una volta a settimana, due-tre periodi di ferie annuali, diverse altre spese… Ma a me i conti non tornano, per la realtà che conosco.
INTELLIGENCE USA E INTELLIGENZE A proposito di guerre contestate (e del dubbio: si bada più all’interesse ai fini dell’economia o ai danni e alle conseguenze che comporta un conflitto?) sembra che poi le famose armi di distruzione di massa irachene non siano state trovate; davvero massiccia l’“intelligente” (astuta) campagna d’informazione Usa per avere dalla “parte giusta” l’opinione pubblica, a giustificare l’intervento militare. In questi anni petrolieri e affaristi di Borsa qualche soldo l’avran fatto?
Campagna d’informazione, consenso popolare (e magari sondaggi), mass media, responsabilità dei cittadini… Occorre insistere per esigere (e difendere) i principi democratici. Da evitare: ieri tutti a piazza Venezia, oggi davanti al televisore, ascoltando una conferenza stampa.
“Dittatura” è una parola grossa, forte (e ancora non la userei) eccessiva, ma le sue “leve” oggi sono il potere economico-finanziario, il dominio sull’informazione…
Tornando negli Usa, guarda caso dove non tutto accade per caso… Fallimento a metà settembre di Lehman Brothers, non si interviene (non si può) e a cascata frana un po’ tutto. Il ministro del Tesoro dell’Amministrazione Bush (che la Storia, non io, giudicherà), Henry Paulson, in precedenza è stato per otto anni presidente della concorrente Goldman Sachs; considerato il banchiere americano di maggior successo dopo l’ex leader di Citigroup, Sandy Weill, evidentemente ci sa fare. Sul “Corriere della Sera” dell’11 febbraio 2007 si legge di significative operazioni finanziarie (da presidente, non ancora ministro) avvenute con la Cina e di trasferimenti di soldi personali (beneficenza, parrebbe) verso una fondazione ecologista da lui stesso creata nell'86; «Ma forse per il ministro – si legge sul Corriere – come per Gates, finanziare cause giuste significa anche costruirsi un ponte fuori e dopo gli affari, verso un’altra carriera: sarà probabilmente Paulson stesso a guidare» la fondazione. Altre banche sono state (giustamente) salvate, e la Lehman Brothers? I migliori “presidenti”, evidentemente, o no?
VOLI E VOTI Alitalia non c’entra, se non occasionalmente; a volare sono i soldi… Nel 2004 Giancarlo Cimoli passa dalle Ferrovie all’Alitalia, Berlusconi lo definisce il “miglior amministratore possibile”, alla guida della compagnia aerea per due milioni ottocentomila euro lordi (nel 2005), il più alto compenso tra le compagnie europee. Il resto è cronaca dei giorni nostri… Risultati, voli più o meno “pindarici”.
Nelle previsioni, d’altra parte, non sempre si può indovinare. Brunetta ad esempio, che per altre cose ha fatto pure bene, da buon economista in agosto aveva detto: “Il peggio è passato”.
TRACCE Da seguire, a cui ispirarsi: non resterebbe quindi, secondo me, per noi altro di meglio che stare coi piedi per terra, camminare e magari seguire percorsi un po’ più diritti. Un mondo migliore comincia anche da noi stessi. I testimoni non mancano, basta conoscere o mettersi (umilmente) alla ricerca. Ne cito solo due, anche per via della ricorrenza: nella notte tra il 9 e il 10 dicembre 1968 si spegneva nella sua casa di Basilea all’età di 82 anni Karl Barth, il teologo riformato che aveva segnato in modo decisivo il panorama della teologia del XX Secolo e aveva partecipato da protagonista al confronto sulle questioni cruciali dibattute in ambito sociale ed ecclesiale a partire dagli inizi del Novecento (non strettamente in argomento, ma ad esempio “Pace e giustizia sociale”, ed. Città aperta) nel ’48 affermava: «Deve esistere un impegno comune alla ricerca di una nuova etica e dei fondamenti sui quali porre una nuova “maniera di agire del giusto”»). E poi ricordo il monaco americano (anche perché ho parlato fin troppo male dell’America!) Thomas Merton (1915-1968), persona dai mille interessi, che leggendo i libri di Gilson e di Maritain, si convertì al cattolicesimo e nel 1938 diventò cistercense. Con riferimento a Merton riporto qui, perché di straordinaria attualità e con possibili riferimenti a quanto avviene oggi, un brano di un articolo tratto da L’Osservatore Romano del 9-10 dicembre 2008: da «rilevare che anche le questioni politiche dei diritti dell’uomo e della pace tra i popoli sono affrontati in queste corrispondenze. Leclerc sottolinea come la grandezza di Maritain consista nella conciliazione “tra l’obbedienza della fede e la libertà di pensiero, tra un atteggiamento contemplativo e un servizio disinteressato alla giustizia e alla pace tra gli uomini”. Merton dalla sua trappa si interessa ai problemi sociali che affliggono l’America. Critica l’intervento americano in Vietnam, combatte il razzismo, predica la non-violenza. Nel 1963 collabora a un numero monografico Il negro e la coscienza bianca della rivista “Ramparts” sui conflitti razziali. Maritain scrive a Journet, a riguardo dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy “vittima dei bianchi fanatici, nemici dell’integrazione, tutto questo è oscurato affinché i neri non sappiano che è morto per loro, affinché non ci sia un’occasione per la coscienza dei bianchi per risvegliarsi”».
Per concludere, allora, davvero in bellezza (e speranza) con un paio d’articoli della Dichiarazione: «Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione (…) e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere» (Articolo 19). «Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. (…) La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni» (Articolo 21).
Infatti «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza» (Articolo 1), perché «Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona» (Articolo 3).
Partiamo da noi stessi, nel nostro piccolo, accanto al prossimo e nell’impegno quotidiano della casa, del lavoro, dello studio, ricordando le parole di Eleanor Roosevelt: «Dove hanno inizio, dopo tutto, i diritti umani universali? In posti piccoli, vicino a casa, così piccoli e così vicini che non possono essere visti su nessuna mappa del mondo».
Allora è possibile!
mercoledì 19 novembre 2008
Piazza Vittorio Veneto doveva essere rifatta, ma a quale prezzo per i cittadini?
Comunicato stampa del 18 Novembre 2008
A maggio del 2007 il Notiziario Comunale, nella parte dedicata ai lavori pubblici, ci informava che erano in corso le verifiche per l’aggiudicazione definitiva dei lavori e che l’importo complessivo dell’opera ammontava a 1.360.000,00 €.
Sempre sullo stesso Notiziario ma nell’edizione del settembre 2007, a lavori oramai iniziati, il quadro economico dell’opera è di 1.800.000,00. Ben 440.000 € in più!
Nel Consiglio comunale del 14 novembre u.s., in sede di assestamento del bilancio, la maggioranza approva un’ulteriore variazione, per opere di completamento della piazza di € 355.000,00.
Siamo a 2.155.000,00 €, più di 4 miliardi delle vecchie lire.
Una spesa così ingente nel 2008 per il Comune non poteva non sacrificare, spostandole negli anni successivi oppure togliendole definitivamente dai programmi dei lavori pubblici dei prossimi tre anni, altre opere di non certo minore importanza quali:
- l’ampliamento della scuola elementare di Rossino;
- la pavimentazione e la fognatura di via Innominato;
- la manutenzione straordinaria del cimitero con ampliamento di posti;
- il II lotto dei campi di calcio;
- l’ampliamento della scuola di Lorentino.
Eppure nel programma elettorale ed anche nel Notiziario della maggioranza di centrodestra erano bene indicate durante la campagna elettorale come opere di immediata realizzazione.
Ci chiediamo allora: valeva la pena di ridurre gli spazi aperti della piazza con una cementificazione tanto costosa? Non era meglio, come da tempo sostiene il gruppo “Uniti per Calolziocorte”, prima di realizzare opere mastodontiche riconoscere la priorità degli interventi ad esempio sopra indicati e razionalizzare le risorse per le “piccole” ma tanto utili opere di manutenzione del nostro territorio?
A maggio del 2007 il Notiziario Comunale, nella parte dedicata ai lavori pubblici, ci informava che erano in corso le verifiche per l’aggiudicazione definitiva dei lavori e che l’importo complessivo dell’opera ammontava a 1.360.000,00 €.
Sempre sullo stesso Notiziario ma nell’edizione del settembre 2007, a lavori oramai iniziati, il quadro economico dell’opera è di 1.800.000,00. Ben 440.000 € in più!
Nel Consiglio comunale del 14 novembre u.s., in sede di assestamento del bilancio, la maggioranza approva un’ulteriore variazione, per opere di completamento della piazza di € 355.000,00.
Siamo a 2.155.000,00 €, più di 4 miliardi delle vecchie lire.
Una spesa così ingente nel 2008 per il Comune non poteva non sacrificare, spostandole negli anni successivi oppure togliendole definitivamente dai programmi dei lavori pubblici dei prossimi tre anni, altre opere di non certo minore importanza quali:
- l’ampliamento della scuola elementare di Rossino;
- la pavimentazione e la fognatura di via Innominato;
- la manutenzione straordinaria del cimitero con ampliamento di posti;
- il II lotto dei campi di calcio;
- l’ampliamento della scuola di Lorentino.
Eppure nel programma elettorale ed anche nel Notiziario della maggioranza di centrodestra erano bene indicate durante la campagna elettorale come opere di immediata realizzazione.
Ci chiediamo allora: valeva la pena di ridurre gli spazi aperti della piazza con una cementificazione tanto costosa? Non era meglio, come da tempo sostiene il gruppo “Uniti per Calolziocorte”, prima di realizzare opere mastodontiche riconoscere la priorità degli interventi ad esempio sopra indicati e razionalizzare le risorse per le “piccole” ma tanto utili opere di manutenzione del nostro territorio?
domenica 16 novembre 2008
Pillole AntiStress
e Pillole AntiCalma-Piatta / 2
di Paolo Autelitano
sabato 15 novembre 2008
STUPEFACENTE Davvero sorprendente constatare alcuni giudizi, alcuni commenti, prese di posizione prevenute e/o ideologiche (quando ormai le ideologie, vecchie e nuove, sono viste con ragione più come un ostacolo piuttosto che utili a una soluzione), nel qualunquismo generale, talvolta con tendenze nichilistiche, avendo a che fare con un pensiero dominato dall’individualismo e ormai in una società che ha perso di vista molti dei punti di riferimento senza però essere capace di costruirne altri solidamente fondati. Stupefacente, ma non inaspettatamente. Stupisce perché se è per il bene comune che si sta ragionando, per cui stiamo parlando, e il bene comune è il fine per cui ci si impegna, non capisco il perché di un qualsivoglia attacco personale, a chicchessia. Ma ciò, in fondo, non è una novità e non meraviglia. Perciò me lo aspetto sempre, anche se ben più volentieri m’aspetto contributi d’idee, confronti d’opinioni, anche critiche, proposte realizzabili: magari si può crescere insieme.
Bene. Dal verbo stupefare, stupefacente è ciò che desta stupore e grande meraviglia; ma è un termine che ricorda anche delle sostanze sintetiche o naturali ma usate in modo artificioso; per destare “una condizione”, diciamo così, “diversa”: ho l’impressione che i più siano in cerca di qualcosa d’artificioso, costruito, mascherato; l’importante è apparire, magari anche avere, e la ricerca del consenso induce (è una tentazione) a non essere sé stessi.
Nessuna preoccupazione: mi lascio da sempre volentieri guidare dai principi, dai valori che vado coltivando, nella consapevolezza di non essere infallibile né onnipotente, ciò che temo essere vizio, invece, del presuntuoso, di chi è facile al giudizio, bravo a nascondersi dietro a un dito (dell’ipocrisia più anonima). Resto me stesso. E sempre a disposizione.
CIRCUS Nei tempi che furono, i Romani erano straordinariamente abili nel costruire strade, acquedotti, insediamenti (civili o militari) che ancora oggi si studiano con ammirazione, come anche le tecniche di guerra, formidabili. Ci hanno lasciato inoltre monumenti e opere d’arte. Una grande civiltà, non c’è che dire, come anche del resto altre, nelle varie epoche: i Greci, gli Egizi… Ho sempre avuto, inoltre, una grande ammirazione per la propensione alla democrazia, in particolare nelle culture greca e romana. Ma altrettanto sorprendente, per me, era constatare la ferocia e le pratiche disumane, consentendo (e così divertendosi) che uomini uccidessero altri uomini, oppure che delle belve sbranassero persone (non cittadini, ma schiavi: altro aspetto negativo) negli “spettacoli” circensi, col semplice e “democratico” (oggi si userebbero sondaggi e mass media) volgere del pollice, in alto, in basso (… sempre più in basso).
POLLICE VERSO Ma consentitemi di chiamarmi fuori, oggi, dalla “corsa” fin troppo affollata per esprimersi col “gesto” favorevole o contrario in temi che riguardano una persona, la vita di una persona. Quando si tratta della sfera personale è opportuno (anzi: è giusto) mantenere il massimo rispetto e la delicatezza del caso; a maggior ragione quando la questione riguarda una persona tra la vita e la morte. Un rispettoso, responsabile, silenzio.
Altra cosa è, invece, trattare del tema (ad esempio la bioetica, e i temi della vita) in generale; tenendo presente però che non tutti sono obbligati a essere esperti, e su alcuni argomenti invece, per parlarne seriamente, è necessario esserlo. Nel prossimo appuntamento (se vorrete, e oltre al pensiero che avevo anticipato sul ruolo dell’informazione, sull’importanza della politica) vorrei esprimere comunque un mio parere, tentando un modesto contributo per una riflessione; e ricordando a me stesso, umilmente, che mi sono messo sì a disposizione pubblicamente, in politica si dice, ma a servizio di un impegno amministrativo (per la mia città), senza altre velleità. Ora credo sia il momento, davvero, del silenzio.
sabato 15 novembre 2008
STUPEFACENTE Davvero sorprendente constatare alcuni giudizi, alcuni commenti, prese di posizione prevenute e/o ideologiche (quando ormai le ideologie, vecchie e nuove, sono viste con ragione più come un ostacolo piuttosto che utili a una soluzione), nel qualunquismo generale, talvolta con tendenze nichilistiche, avendo a che fare con un pensiero dominato dall’individualismo e ormai in una società che ha perso di vista molti dei punti di riferimento senza però essere capace di costruirne altri solidamente fondati. Stupefacente, ma non inaspettatamente. Stupisce perché se è per il bene comune che si sta ragionando, per cui stiamo parlando, e il bene comune è il fine per cui ci si impegna, non capisco il perché di un qualsivoglia attacco personale, a chicchessia. Ma ciò, in fondo, non è una novità e non meraviglia. Perciò me lo aspetto sempre, anche se ben più volentieri m’aspetto contributi d’idee, confronti d’opinioni, anche critiche, proposte realizzabili: magari si può crescere insieme.
Bene. Dal verbo stupefare, stupefacente è ciò che desta stupore e grande meraviglia; ma è un termine che ricorda anche delle sostanze sintetiche o naturali ma usate in modo artificioso; per destare “una condizione”, diciamo così, “diversa”: ho l’impressione che i più siano in cerca di qualcosa d’artificioso, costruito, mascherato; l’importante è apparire, magari anche avere, e la ricerca del consenso induce (è una tentazione) a non essere sé stessi.
Nessuna preoccupazione: mi lascio da sempre volentieri guidare dai principi, dai valori che vado coltivando, nella consapevolezza di non essere infallibile né onnipotente, ciò che temo essere vizio, invece, del presuntuoso, di chi è facile al giudizio, bravo a nascondersi dietro a un dito (dell’ipocrisia più anonima). Resto me stesso. E sempre a disposizione.
CIRCUS Nei tempi che furono, i Romani erano straordinariamente abili nel costruire strade, acquedotti, insediamenti (civili o militari) che ancora oggi si studiano con ammirazione, come anche le tecniche di guerra, formidabili. Ci hanno lasciato inoltre monumenti e opere d’arte. Una grande civiltà, non c’è che dire, come anche del resto altre, nelle varie epoche: i Greci, gli Egizi… Ho sempre avuto, inoltre, una grande ammirazione per la propensione alla democrazia, in particolare nelle culture greca e romana. Ma altrettanto sorprendente, per me, era constatare la ferocia e le pratiche disumane, consentendo (e così divertendosi) che uomini uccidessero altri uomini, oppure che delle belve sbranassero persone (non cittadini, ma schiavi: altro aspetto negativo) negli “spettacoli” circensi, col semplice e “democratico” (oggi si userebbero sondaggi e mass media) volgere del pollice, in alto, in basso (… sempre più in basso).
POLLICE VERSO Ma consentitemi di chiamarmi fuori, oggi, dalla “corsa” fin troppo affollata per esprimersi col “gesto” favorevole o contrario in temi che riguardano una persona, la vita di una persona. Quando si tratta della sfera personale è opportuno (anzi: è giusto) mantenere il massimo rispetto e la delicatezza del caso; a maggior ragione quando la questione riguarda una persona tra la vita e la morte. Un rispettoso, responsabile, silenzio.
Altra cosa è, invece, trattare del tema (ad esempio la bioetica, e i temi della vita) in generale; tenendo presente però che non tutti sono obbligati a essere esperti, e su alcuni argomenti invece, per parlarne seriamente, è necessario esserlo. Nel prossimo appuntamento (se vorrete, e oltre al pensiero che avevo anticipato sul ruolo dell’informazione, sull’importanza della politica) vorrei esprimere comunque un mio parere, tentando un modesto contributo per una riflessione; e ricordando a me stesso, umilmente, che mi sono messo sì a disposizione pubblicamente, in politica si dice, ma a servizio di un impegno amministrativo (per la mia città), senza altre velleità. Ora credo sia il momento, davvero, del silenzio.
PD Scuola - Calolziocorte
comunicato stampa Forum scuola su incontro tenutosi presso Sala Civica G. Miglio in data 12.11.08
Ancora la scuola ha scaldato gli animi nella serata organizzata dal PD calolziese in collaborazione col Forum Scuola PD provinciale.
Ancora i provvedimenti Gelmini nel mirino: sul tavolo un’alta pila di libri di pedagogia e didattica, strumento di lavoro e di studio degli insegnanti e base di molte esperienze sul campo nelle scuole primarie lecchesi, accanto ad un semplice foglio col testo dei decreti che, senza alcun fondamento pedagogico serio, danno un colpo di spugna a tanti anni di proficuo lavoro in team degli insegnanti. Ai numerosi presenti un gadget: una matita rosso-blu, quella della maestra di deamicisiana memoria, di cui - è risultato evidente - i partecipanti al dibattito non hanno alcuna nostalgia.
Ad animare la tavola rotonda - coordinata da Chiara Pagano, locale responsabile scuola PD - il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Olginate, Angelo De Battista, l’assessore provinciale Carla Zanetti, l’insegnante del IV circolo didattico di Lecco Enza Puccia, la responsabile del Forum Scuola PD provinciale Agnese Mascellani.
Un esame puntuale dei provvedimenti di legge ha focalizzato i molti problemi aperti dall’applicazione delle nuove norme, dalla pesante riduzione del tempo scuola all’anacronistico recupero del maestro unico. L’intervento di genitori e insegnanti ha messo in luce diverse iniziative di protesta che si svolgono attorno a varie scuole, come assemblee e raccolte di firme da parte di genitori; si è espressa anche la preoccupazione degli amministratori locali, che si stanno attivando a fronte della prospettiva di una diminuzione del servizio da parte delle scuole.
L’interesse si è concentrato sulle possibilità di incidere, con iniziative di protesta e proposta, sull’effettiva applicazione delle norme, inducendo nel governo passi indietro riguardo ai provvedimenti più distruttivi.

Il Forum Scuola PD si è proposto come ambito di partecipazione ed elaborazione che, al di là dell’emergenza di oggi, vuole impegnare il partito affinché sia data alla scuola quella centralità e quella priorità che in democrazia le competono, a partire dalla provincia di Lecco e dalle sue amministrazioni.
martedì 4 novembre 2008
PD Scuola - Calolziocorte
Si terrà Mercoledì 12 Novembre prossimo presso la Sala Civica G. Miglio l'attesa tavola rotonda in merito alle ultime e contestate proposte di riforma (sic?) della scuola pubblica italiana.
All'incontro parteciperanno tra gli altri:
Carla Zanetti - Assessore alla Pubblica Istruzione e alla formazione
professionale della Provincia di Lecco;
Enza Puccia - Docente Scuola Primaria, tempo pieno,Acquate Lecco;
Angelo De Battista - Dirigente Istituto Comprensivo Olginate.
Modera l'incontro Chiara Pagano - PD Scuola Calolziocorte
Cliccare qui sotto per il volantino con i dettagli e le proposte di riflessione dell'iniziativa:
genitori e insegnanti sul tema:
quale futuro per la nostra scuola?

All'incontro parteciperanno tra gli altri:
Carla Zanetti - Assessore alla Pubblica Istruzione e alla formazione
professionale della Provincia di Lecco;
Enza Puccia - Docente Scuola Primaria, tempo pieno,Acquate Lecco;
Angelo De Battista - Dirigente Istituto Comprensivo Olginate.
Modera l'incontro Chiara Pagano - PD Scuola Calolziocorte
Cliccare qui sotto per il volantino con i dettagli e le proposte di riflessione dell'iniziativa:
genitori e insegnanti sul tema:
quale futuro per la nostra scuola?

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