mercoledì 21 ottobre 2009

Verso le primarie: Fassino, Fiano,Marino...Tutti a Lecco Venerdì 23 ottobre

Venerdì 23 Ottobre alle ore 16.30 presso la sede del PD a Lecco in Via Parini 35, l’On. Piero Fassino (insieme al candidato Segretario regionale On. Emanuele Fiano) sarà presente per un incontro promosso dalla mozione Franceschini.
L'incontro è aperto a tutti.

Sempre venerdì,Ignazio Marino presenzierà a Lecco per illustrare i temi:
lavoro, sanità, diritti.
Questo il programma per il candidato alla segreteria:

ore 13.00 incontro con lavoratori Leuci
ore 14.00 visita ospedale Manzoni e conferenza stampa

domenica 18 ottobre 2009

Primarie del 25 Ottobre - Elezione Segretario Nazionale PD


Qui sotto i riferimenti per le votazioni del Segretario Nazionale per quanto concerne il Circolo di Calolziocorte - Erve - Vercurago:



Calolziocortesala civica, via Gallidalle 7.00 alle 20.00
ErveCircolo Arcidalle 15.00 alle 17.00
Vercuragosala civicadalle 7.00 alle 20.00



domenica 20 settembre 2009

Verso il congresso - elezioni circolo Calolziocorte Erve Vercurago

Si sono tenute ieri 19 Settembre le elezioni di Circolo in vista del congresso di Ottobre.
Ha partecipato alle stesse il 56% degli aventi diritto.
Tra questi il 47.8% ha appoggiato la mozione Bersani, il 37% la mozione Franceschini ed infine il 15,2% quella del senatore Marino.

Ora appuntamento al 4 ottobre per le delegazioni provinciali.

giovedì 17 settembre 2009

Nuove nomine AUSM

Al Dott. Orlandi è stata conferita la carica di Presidente AUSM.
Presiederà il nuovo CdA, che è stato ridotto - seguendo nuove disposizioni legislative - da 5 a 3 membri.
Per saperne di più clicca sul link sottostante.

Rinnovo CdA AUSM


lunedì 14 settembre 2009

Verso il congresso - Lettere agli Iscritti

Care iscritte, cari iscritti,

in questi giorni si sta votando in tutti i circoli d’Italia.
Mi rivolgo direttamente a voi perché conosco la vostra passione e il vostro
attaccamento al partito.
In ogni Festa, in ogni assemblea, in ognuno dei mille circoli di tutte le
province italiane in cui sono andato da segretario, ho ascoltato le vostre
speranze e ho capito le delusioni per quello che si poteva fare meglio e non
è stato fatto.
Perché di certo abbiamo fatto errori ma ora dobbiamo rimboccarci le maniche
e correggerli, andando però avanti nella nuova storia comune che abbiamo
appena iniziato a vivere.
Il mio impegno è questo: non tornare indietro.
Non tornare indietro rispetto alla scelta di un partito radicato nel
territorio, con un Circolo in ogni comune e in ogni quartiere. Un partito
aperto, che unisce la straordinaria forza dei nostri iscritti e dei nostri
militanti alle energie di tanti elettori pronti a lavorare con loro per un
progetto in cui credono.
Non tornare indietro rispetto all’idea di un partito ricco di diversità come
tutti i grandi partiti nel mondo. Abbiamo scelto noi di chiudere una lunga
stagione di divisioni per far nascere il Pd, la casa di tutti i
progressisti: laici, cattolici, di sinistra, ambientalisti, liberal,
socialisti. E così deve restare il Pd: il partito in cui quelle diversità
sono la ricchezza che permette di costruire la sintesi e la linea comune.
Per questo sono orgoglioso che a sostenere la mia candidatura vi sia tutta
questa varietà di storie.
Per questo sono orgoglioso che il Coordinatore della mia mozione
congressuale sia Piero Fassino.
Per questo mi si è aperto il cuore quando alla fine di agosto un vecchio
signore ha attraversato la folla che riempiva la piazza, mi ha abbracciato e
mi ha detto: ”Sono l’ultimo segretario del Partito Comunista di Gallipoli ma
voterò per te, perché non mi interessa da dove vieni ma dove vuoi andare”.
Questo è il Pd che abbiamo sognato e che ora dobbiamo costruire: un luogo in
cui ognuno ha portato l’orgoglio della propria storia precedente ma in cui
si sta insieme per il futuro che si vuole costruire, per l’idea di Italia
che abbiamo.
Come sapete, quando 6 mesi fa tutti mi hanno chiesto di fare il Segretario
del Pd, in un momento molto difficile, avevo detto che il mio lavoro sarebbe
finito in ottobre. Poi ho riflettuto molto su quelle parole di Berlusconi
appena sono stato eletto: “Ecco l’ottavo leader del centrosinistra. Tra un
po’ ci sarà il nono”. Ho masticato amaro quel giorno perché ho pensato che
purtroppo non aveva torto: in quindici anni di là c’è stato sempre lui, di
qua tutti i leader che si sono susseguiti sono stati più ostacolati dal
fuoco amico che da quello avversario.
Allora mi sono detto: questa volta a decidere se devo smettere o se dopo sei
mesi devo continuare a fare il Segretario del Pd, non saranno quattro o
cinque capi chiusi in una stanza ma saranno gli iscritti e gli elettori del
Pd.
Ecco, solo questo vi chiedo: quando voterete nei Circoli e poi alle Primarie
del 25 ottobre, tra noi candidati scegliete chi vi convince di più, chi
immaginate potrà fare meglio l’opposizione e preparare le future vittorie,
ma scegliete liberi.
E’ troppo importante la scelta per seguire l’indicazione di qualcuno che
conta o per restare legati alle antiche appartenenze.
Seguite solo la vostra coscienza, fate come quel vecchio segretario del Pci:
scegliete uno di noi, ma non per la storia da cui proviene ma per quella
futura che propone al partito e al Paese.
Se farete così, chiunque vinca avrà vinto tutto il Pd.

Dario Franceschini


Segretario Nazionale del Partito Democratico

*****

Cara iscritta, Caro iscritto,

in questi giorni il nostro congresso comincerà a vivere in tutti i circoli. È
il primo congresso del Pd, un congresso davvero fondativo. Abbiamo tutti la
responsabilità di costruire uno strumento utile all’Italia e agli interessi e
ai valori che vogliamo rappresentare. Il compito dei candidati è quello di
dire con chiarezza se ci sia qualcosa da correggere di ciò che abbiamo fatto
fin qui e che cosa ci sia da correggere per guardare avanti e dare nuova
forza al nostro grande progetto.
Le candidature non sono contrapposizioni; sono diverse proposte che si
sottopongono agli iscritti e ai cittadini elettori. Loro decideranno, e tutti
ci rimetteremo alle loro decisioni. Per questo la discussione può essere
serena, chiara e vera. Un partito, infatti, è una comunità di protagonisti.
Alla fine del nostro percorso congressuale dovremo dire parole chiare e nuove
all’Italia e avviare un ciclo politico che porti ad una alternativa di
governo. Questo è il nostro compito, questa è la nostra responsabilità.

Comunque la pensiate, voglio salutarvi tutti con grande amicizia e
solidarietà e augurarvi (e augurarci) buon lavoro.

Pier Luigi Bersani

*****

Cara iscritta, caro iscritto,

sono Ignazio Marino, il terzo uomo: il candidato fuori dagli schemi, fuori dagli apparati, fuori dalle correnti e dalle appartenenze passate.

Due anni fa abbiamo dato vita al PD per guardare al futuro, per riportare giustizia, affermare il merito, per mettere al centro le persone, dare loro coraggio. Ma non ci siamo riusciti, non abbiamo ancora identità, idee e proposte chiare. Perdiamo consensi anziché guadagnarne.

Ecco perché ho deciso di candidarmi: voglio un PD capace di sostenere idee chiare e forti, efficaci nel rispondere alle paure delle persone e nel dare loro nuove speranze.

Non mi riconosco in questo PD che parla con tante voci quante sono le correnti. Chi mi sostiene parla con una voce sola, dice si e no netti: si al contratto unico, al salario minimo garantito, al reddito di solidarietà; no al nucleare e si all’energia rinnovabile; no ai respingimenti e si a regole chiare per l’immigrazione e al diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia; si alle unioni civili, si al testamento biologico; si al rapporto diretto tra elettori ed eletti con primarie e collegi uninominali.

È con questo spirito che affronto il congresso, senza paura, senza rendite di posizione, consapevole che serve un salto in avanti e che dal confronto democratico uscirà un PD più forte e unito. Non è questione di storia, che ci accomuna tutti, né di decidere di non tornare indietro, che è cosa ovvia.

Ho stima di Dario Franceschini e Pierluigi Bersani, hanno un’esperienza politica molto più lunga della mia, rappresentano elementi importanti della nostra storia, hanno avuto responsabilità politiche e di governo già nel secolo scorso.

Ma alla mia proposta di un confronto pubblico per permettere agli iscritti di valutare cosa abbiamo da dire e scegliere quali idee preferiscono, Franceschini e Bersani hanno detto no: propongono di confrontarsi solo dopo l’11 ottobre, invocando il rispetto per gli iscritti. Ma proprio non capisco: è più rispettoso degli iscritti fare un confronto prima che si chiudano i congressi dei circoli o quando tutto è finito?

Il partito che ho in mente è laico, federale, decentra le risorse sul territorio, considera iscritti e circoli i veri “capi” dell’unica corrente che vorrei: la corrente dei circoli.

Vi invito a leggere le nostre proposte, a partecipare tutti ai congressi di circolo, a scegliere su idee e valori che preferite.

Bersani e Franceschini hanno dalla loro strutture e apparati invidiabili, e tuttavia penso che il significato della mia candidatura sia più forte e capace di parlare al cuore e al cervello di quei tanti italiani che non fanno ancora parte del nostro PD.

È arrivato il momento in cui il coraggio deve prevalere sulla timidezza, è arrivato il momento di rischiare con entusiasmo, di investire sul futuro, per vivere il PD e cambiare l’Italia.

Ignazio Marino


sabato 22 agosto 2009

Gianfranco Fini 20.08.09 sul prossimo numero de Formiche parla di integrazione

"Il nuovo moderno e strategico impegno delle Istituzioni deve essere quello di far sentire l'Italia come patria anche a coloro che vengono da Paesi lontani, e che sono già o aspirano a diventare cittadini italiani", ha anche detto Fini: "Non si può chiedere a questi nuovi italiani di identificarsi totalmente con la nostra storia e con i nostri costumi. Sarebbe ingiusto e sbagliato pretendere di assimilarli nella nostra cultura. Per loro la Patria non potrà mai essere la terra dei padri. Però si può e si deve chiedere loro di partecipare attivamente e lealmente alla vita collettiva, di fare propri i valori della Repubblica, di condividere gli obiettivi di fondo della nostra società e di contribuire alla loro realizzazione". "Si può e si deve suscitare - conclude il presidente di Montecitorio - passione civile e patriottismo nei nuovi italiani anche promuovendo la conoscenza, non solo della nostra lingua e delle nostre leggi ma anche della nostra storia, specie quella politico-costituzionale più recente".


"Rimbalza il clandestino": l'incredibile applicazione della Lega Nord su Facebook

Mentre 73 eritrei sono morti in mare, anche per mancanza di soccorsi tra richieste di aiuto inascoltate, fa discutere il gioco creato su Facebook da Renzo Bossi, figlio del leader leghista, intitolato "Rimbalza il clandestino", scaricabile dalla pagina di Facebook della Lega Nord Padania.
In un Ps posto in fondo al pezzo scritto oggi da Stefano Corradino su articolo21.info si propone in risposta al gioco virale della Lega Nord "Rimbalza il clandestino" di inventare un nuovo gioco: "rimbalza l'immaturo" con l'obiettivo di centrare e far rimbalzare nelle facoltà universitarie italiane di Giurisprudenza il figlio di Umberto Bossi, Renzo, maturando pluribocciato.
«Abbiamo deciso di puntare sull’interattività cercando di coinvolgere i giovani e sensibilizzarli su un fenomeno reale che affligge le nostre coste» si legge sulla pagina di Facebook. E sconfiggere il clandestino è semplice: basta cliccare sulle barchette che si avvicinano alle coste italiane in una cartina e la minaccia clandestina è eliminata. Vince che riesce a respingere più barche.
Questo non è l'unico gioco del genere su Facebook: un altro invita a convertire il comunistailluminandolo col sole delle Alpi.


Direi che gran parte dei problemi del nostro amato Stivale derivino da mancanza di cultura e scarsità di senso civico. Italietta!


giovedì 13 agosto 2009

Risposta del presidente di AUSM alla pubblicazione sul blog del 03.06.09

Come auspicato dal presidente della partecipata, provvediamo a inserire il suo intervento in risposta alla pubblicazione relativa al Consiglio Comunale del 27 maggio u.s.

Cliccare qui per la risposta del presidente di AUSM:
intervento del presidente AUSM

Qui sotto l'ulteriore risposta di Uniti che vuole chiudere questa vicenda.
Come già ribadito, la libertà di opinione in termini civili ed educati non ha motivo di creare scandalo.

Risposta del capogruppo di Uniti:
risposta definitiva di Uniti .



martedì 7 luglio 2009

Domenica 12 luglio - Assemblea Circolo PD Calolziocorte,Erve,Vercurago

Domenica 12 luglio 2009 dalle 9.30 alle 12.00 presso la sala civica in via Galli si terrà l'assemblea del Circolo PD di Calolziocorte,Erve,Vercurago.

Finalità di tale incontro sono l'allargamento della partecipazione e la condivisione di proposte, idee e perchè no anche critiche in vista della fase congressuale autunnale.

Al termine del dibattito seguirà un aperitivo in amicizia.


domenica 7 giugno 2009

Lettera Comunità di Via Gaggio per Duccio Facchini - 02.06.09

Dott. Nicola Prete – Prefetto di Lecco
Dott. Giuseppe Racca – Questore di Lecco
Dottor Virginio Brivio – Presidente della Provincia di Lecco
Dott.ssa Antonella Faggi – Sindaco di Lecco
Mons Bruno Molinari – Vicario episcopale della III Zona Pastorale di Lecco
Mons Franco Cecchin – Decano della Città di Lecco
Istituzioni della Città di Lecco e Territorio
Cittadini


Lecco, 2 giugno 2009

Vi scriviamo provocati da quanto abbiamo raccolto dalla stampa locale, da quanto visionato su youtube, da quanto raccontato da testimoni e dalla denuncia penale comminata il 1 giugno dalla Questura di Lecco a Duccio Facchini per violazione degli articoli 650 e 654 del Codice Penale (Art. 650: Inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità; Art. 654: Grida e manifestazioni sediziose).
Siamo anche perplessi e provocati dalle parole del Ministro La Russa per come le abbiamo ascoltate dal filmato (la contestazione è datata al 22 maggio 2009): lo possiamo identificare e portare via… eccolo lì, cretino.

Siamo turbati perché un livello così basso non lo avevamo sperimentato mai; ma il turbamento maggiore è determinato da non vedere attesa una questione che è il dna della esperienza della comunità di via gaggio e risponde alla domanda: quando una generazione è vitale? La domanda si misura con un’altra: quale sarà la vita e la possibilità di vita per la generazione che viene?
Pensiamo a Duccio e ai giovani; a quelli che scendono in piazza per porre domande, magari a muso duro e senza aggettivi, e a quelli che hanno deciso di non andare a votare perché non si fidano degli adulti per come hanno ridotto il palcoscenico della vita.

Scriviamo perché sentiamo viva questa responsabilità nei loro riguardi; abbiamo imboccato per dieci anni la fatica gioiosa di far strada assieme a questa generazione con il progetto Crossing. Insieme ci stiamo educando alla libertà che chiede consapevolezza e responsabilità dei propri diritti e doveri.
La preoccupazione maggiore è che ogni giovane che incontriamo impari a prendere responsabilmente parola sulla propria vita e su quella collettiva. È certamente rischioso farlo in una stagione di parole d’ordine, anche se convertite in slogan di appartenenze, e di immensi silenzi.
È preoccupante vedere un’autorità che fa togliere la parola facendo portare via le persone; vengono i brividi a pensare questa logica. È drammatico pensare a un potere che non si lascia più interrogare, magari in modo non piacevole, e risponde chiedendo i documenti.
L’afonia dei benpensanti fa da cornice al quadro, è il sonno dei normali.

Ci sono venute in mente le dichiarazioni fatte da frei Betto: «chi occupa il potere modifica il modo di vivere; si circonda di adulatori, accoglie inviti lusinghieri, dispone di consiglieri che mai lo contraddicono; di uffici, segreterie, apparati e mezzi che sarebbero solo pubblici ma diventano di sua proprietà. I comuni mortali lo guardano con ammirazione perché ha facoltà di approvare progetti, concedere finanziamenti, ordinare grandi opere, distribuire incarichi, regalare viaggi... ».
L’afonia del territorio lecchese non è un buon segno di democrazia.
Questo gesto contro Duccio Facchini che segno lascia in lui, nella generazione dei giovani, nella nostra città/territorio?

Forse una voce lanciata nel deserto opaco di questa nostra città avrebbe potuto generare un sussulto di interrogativi. Tutto si è risolto nella più banale e brutale storia.
È una riflessione a voce alta quella che facciamo, colma di passione per la vita e per il nostro territorio. Non vogliamo smarrire nel nostro lavoro con i ragazzi l’orizzonte di quei valori che stanno alla base della nostra costituzione; è per questo motivo che sentiamo il dovere di prendere parola su quello che è successo ad alcuni giovani lecchesi; rivendichiamo il diritto responsabile a chiedere la parola, ad ascoltare, a esigere da chi per nostra delega ricopre una carica politica, risponda del suo operato e delle sue parole.

Poniamo delle domande a noi per primi ma per dovere di cittadinanza le giriamo a tutti:
• Cosa pensiamo della passione di alcuni nostri giovani per la verità, la giustizia, i diritti umani?
Una dialettica sia pur gridata è meglio di nessuna dialettica.
• Cosa significa essere responsabili della crescita democratica delle nuove generazioni?
Per noi significa essere chiamati a rispondere alla loro passione con parole, presenze, comportamenti coerenti con i valori in cui crediamo.

La libertà di pensare-chiedere-interrogare, partecipare alla vita politica è uno di quei valori che vogliamo difendere. Quello che sta succedendo a questi giovani ci riguarda in prima persona, perché il loro diritto di parola è il nostro diritto.

La comunità di via gaggio


mercoledì 3 giugno 2009

Consiglio Comunale 27.05.09 -
AUSM: Solone e Licurgo

Nell'ultimo Consiglio Comunale tenutosi in data 27.05.09 all'OdG vi è stata la relazione del bilancio consuntivo 2008 per quanto concerne la partecipata comunale.

Buona parte dei Calolziesi è a conoscenza del fatto che AUSM, a differenza degli anni passati,ha perso molto del suo smalto in termini di redditività.Ciò è giustificato anche dall'esito del nostro sondaggio on-line.
Sebbene quest'anno il bilancio sia in utile per una cifra di 179.120€, non si può nascondere come tale performance sia garantita dai proventi straordinari (+312.800€)dovuti alle partecipazioni azionarie in ACEL ed AGE.
Andando a sviscerare i conti si nota come il margine operativo lordo (indice della bontà operativa dell'azienda in termine di valore acquisito) passi da -100.476€ del 2007 ai -255.253€ del 2008. Il peggioramento è assai evidente.

In fase consiliare si è sottolineato come in un piano di risanamento sia necessario rinunziare a risorse non strategiche (ennesima perdita per le aree di sosta, servizio del Verde - quest'ultimo a detta della "verde" amministrazione garantisce un servizio migliore che in passato!Sarà...).
In questo periodo di crisi, molti sono gli esempi di ristrutturazione strategica nelle aziende private; tuttavia "AUSM è ormai una multiutility pubblica ben diversificata" ha detto il suo presidente (ATTENZIONE presidente e non Presidente con la P maiuscola. Capirà il lettore in seguito il perchè di questo cruccio...)

Il presidente nella sua relazione sottolinea come siano mancati ricavi dall'acqua per 65.000€ a causa di una diminuzione dei consumi. Come se risparmiare l'oro blu fosse un peccato. Ad ogni modo sappiamo come l'adeguamento delle tariffe per l'acqua sia alle porte (non certo per volontà di AUSM). Si lasci solo affievolire la febbre delle urne...

Con una liquidità di 1.927.967€ pare vi siano i presupposti per un business plan di sicuro rilievo secondo il CdA della partecipata.In cantiere il trattamento dei fanghi a seguito della depurazione di acque. Tuttavia questa non pare una scelta "libera" dell'azienda in quanto le normative europee sembrano farsi più stringenti attorno a questi temi.In un futuro non così lontano gli stessi fanghi non potranno più essere utilizzati in agricoltura. Quali vie allora se non la termodistruzione o gli stoccaggi dopo inertizzazione? E' una scelta che ci vede solidali, ma non crediamo che tale business (ottenuto in qualità di subcontractor) possa essere l'ancora di salvataggio dell'azienda. Ed il teleriscaldamento, vero cavallo di battaglia di questa partecipata, ahinoi sempre più sola? Le note scritte dicono che al momento non si può realizzare anche a seguito del posizionamento fuori classifica del progetto in Regione.E le consulenze passate (43.132€ nel 2008 e 35.856€ nel 2007 ) a carico delle tasche dei cittadini?

Ad ogni modo ciò che è emblematico è il caso di Solone.

Nella relazione al bilancio del presidente si legge:

Nello specifico la nostra Azienda è rimasta un esemplare unico sul territorio provinciale,molte amministrazioni comunali ce la invidiano, così come molti soloni hanno cercato di dirci che cosa dovevamo e non dovevamo fare, con proposte per lo più sterili e anche con colpibassi, dimenticandosi che ogni giorno noi eravamo “sulpezzo” ad affrontare i problemi reali,ricercando e trovando soluzioni, intuendo e guidando i cambiamenti.

In sede consiliare è stato chiesto al presidente cosa intendesse con "soloni"...
La risposta, con nostro sgomento, è stata la seguente: il riferimento è a tutti coloro "chi fa i sole di scàrp" [citando se non si ricorda male il sostantivo femminile latino solea,ae]. Il riferimento è rivolto a coloro che voglion fare la suola delle scarpe a tutti. [se ci fossero errori nella locuzione dialettale se ne chiede venia...]

Ebbene a noi risulta che la derivazione corretta e universalmente riconosciuta sia Solon, Solonis facente riferimento a Solone, poeta e legislatore, che contribuì con le sue riforme all'instaurazione della democrazia in Atene.Ecco perchè spesso si parla anche di "dotti soloni".

A proposito scorrendo sempre la relazione del presidente si legge:
Per un futuro c’è solo un live motive : “Pensare in grande”

Anche qui il più consueto leitmotiv è stato istrionizzato - diciam così - in live motive.

Al di là di queste "libere" interpretazioni, noi riteniamo che talvolta riconoscere i limiti o gli errori da parte di un Presidente o di una amministrazione potrebbe essere segno di maturità e serietà.
Ma evidentemente poichè l'umiltà non fa parte di questo piccolo mondo calolziese,dove ognuno è padrone in casa propria, difficilmente anche un novello Licurgo potrebbe dettare le giuste regole...

Del resto quanto scritto - vi verrà detto - non conta nulla poichè frutto di strumentalizzazioni e falsità. Ma il saggio ricorda: la libertà ha un prezzo...



Lettera di Romano Prodi al PD

Qui di seguito pubblichiamo la lettera diramata in data odierna dall'ex-premier Romano Prodi.

Inoltre come augurio per la tornata elettorale ormai alle porte pubblichiamo le foto di Dario Franceschini in quel di Calolziocorte.Il suo sostegno è per Virginio Brivio quale Presidente della Provincia.

E ricordiamo che a prescindere dai numeri delle urne il nostro impegno è volto ad una battaglia culturale prima ancora che politica.Coraggio!


Qui sotto le foto di Franceschini e Brivio a Calolziocorte.





LETTERA DI ROMANO PRODI

Care amiche e cari amici,
nel momento in cui ribadisco la mia già provata volontà di rimanere al di
fuori della politica del nostro Paese, sento il dovere, come semplice
cittadino, di sottolineare l'importanza del voto a cui noi italiani siamo
chiamati.

Anzitutto un voto per l'Europa. In questa linea richiamo la necessità di
rafforzare il Partito democratico ricordando come esso abbia sempre con
convinzione sostenuto le grandi scelte europee quali l'euro e l'allargamento
che, come si è dimostrato in questa fase di durissima crisi, sono la
principale difesa per l'Europa e l'Italia.

La seconda ragione nasce dall'intensificarsi di numerosi segnali di allarme
e di interrogativi da parte di tanti amici ed osservatori stranieri per la
caduta di dignità e per la qualità democratica del nostro paese, segnali che
ho colto con sofferenza nella mia attività internazionale.

Di fronte a questo il Partito democratico, pur nel suo non facile cammino, è
l'unica concreta risposta.

Non è tempo né di astensioni né di sofisticate distinzioni.

E' il momento di dimostrare che l'Italia può essere diversa, che ha profonde
radici etiche e che è ancora capace di contribuire alla crescita democratica
di una nuova Europa.

Con amicizia

Romano Prodi

Bologna 3 giugno 2009

sabato 23 maggio 2009

La Russa a Lecco

Tratto da Lecco Libera.
Questo è uno dei Ministri del Governo attuale...


sabato 16 maggio 2009

- Lunedì 18 Maggio 2009 -
DARIO FRANCESCHINI a CALOLZIOCORTE

Lunedì 18 e Martedì 19 si terranno due importanti incontri pubblici che vedranno l’arrivo nel nostro territorio di altrettante personalità eminenti del PD nazionale.


Lunedì 18 alle ore 16.30 il Segretario nazionale del PD Dario Franceschini sarà alla Stazione FS di Calolziocorte per incontrare la cittadinanza.


Martedì 19 l’on. Piero Fassino giungerà a Lecco ore 21.00 presso la Sala della Banca Popolare di Sondrio in via Previati.

Vista l’imminenza delle Elezioni Provinciali, tali contributi politici potrebbero rivestire un significato informativo e nello stesso tempo formativo.

Scarica il volantino degli eventi:

Volantino incontri con Franceschini e Fassino


venerdì 24 aprile 2009

Nuovi documenti e AUSM

Nella sezione a lato si trovano i documenti depositati in data 21 Aprile 2009 presso il Comune di Calolziocorte.

Intanto si è concluso il sondaggio relativo ad AUSM.Le sensazioni timorose espresse dai cittadini calolziesi circa lo stato di salute della partecipata comunale sembrano trovare riscontro anche dalle prime bozze di bilancio presentate in Commissione Affari Generali e Bilancio tenutasi in data 20 Aprile u.s.. Prima di rilasciare dichiarazioni ufficiali, tuttavia, si attende che il CdA di AUSM confermi le cifre presentate. Tra le "inutilità" della utility - di certo - si conferma nuovamente la passività - ormai pluriennale - dei parcometri.

sabato 21 marzo 2009

Chiamparino a Lecco sostiene Virginio Brivio

Si terrà a Lecco nella mattinata di Sabato 28 Marzo 2009 presso il teatro sociale di Germanedo il Forum Regionale degli Amministratori Locali.
Ai lavori parteciperà Sergio Chiamparino, Sindaco di Torino.



mercoledì 18 marzo 2009

Consiglio Comunale 24.03.2009

Cliccando sul link sottostante è possibile visionare l'Ordine del Giorno del prossimo consiglio comunale che si terrà il giorno MARTEDI' 24 MARZO p.v.

OdG consiglio comunale 24.03.09

venerdì 13 marzo 2009

PD Scuola Calolziocorte - Appuntamento Sala Civica 27 Marzo 2009

COMUNICATO STAMPA - Calolziocorte, 10/03/2009

I GENITORI BOCCIANO IL MODELLO GELMINI. E ADESSO?

Le famiglie hanno detto no al maestro unico e alla riduzione del tempo scuola. Questo è quanto risulta, a iscrizioni chiuse, dai dati raccolti in tutta Italia dal ministero stesso: I dati della Provincia di Lecco (che riferiremo con precisione appena confermati) non si discostano significativamente dal trend nazionale: anche a Lecco le famiglie bocciano il maestro unico e scelgono a grande maggioranza il tempo lungo (30 ore + mensa o 40 ore).

Modello orario% scelta media italiana% scelte prov.Lecco
24 ore sett.3%3.5%
27 ore sett.7%31.0%
30 ore sett.56%39.5%
40 ore sett.34%26.0%

La “riforma” Gelmini si conferma una pura operazione di cassa, una manovra economica ridurre la spesa pubblica. Il Ministro Tremonti conferma i tagli annunciati al personale scolastico (meno insegnanti e meno bidelli) ma né lui né la Gelmini spiegano che questo significa:
- niente Laboratori;
- niente compresenze, sostegno, lavoro in piccoli gruppi;
- niente più gite e/o uscite sul territorio;
- niente insegnanti durante la pausa mensa;
Se in primo luogo ribadiamo la gravità di un Governo che modifica il modello formativo della scuola pubblica senza una finalità pedagogica e didattica ma con il solo criterio di ridurre la spesa pubblica, dobbiamo anche capire cosa accadrà: La scuola si occupa del futuro dei nostri figli, chi si occuperà della scuola?
LE SCUOLE dovranno mettersi in gioco nello studio dei modelli organizzativi. L’autonomia scolastica dovrà essere consentita: è solo con il Piano dell’Offerta Formativa che Dirigenti e docenti potranno proporre un modello formativo e organizzativo capace di offrire al territorio una SCUOLA adatta a rispondere ai bisogni e offrire opportunità di crescita.
I Comuni dovranno collaborare a trovare soluzioni e risorse: se non è giusto che i Comuni si debbano fare carico di quello che lo Stato dismette è indispensabile che si attivino per le loro nuove competenze. Sarà compito della POLITICA fare progetti e trovare soluzioni. La politica deve tornare a parlare di scuola e smetterla di parlare di sé stessa.
IL GOVERNO, dopo le promesse fatte, deve spiegare come farà a garantire l’orario scelto da ciascuno, la qualità e contemporaneamente proseguire con i tagli di personale e insegnanti? Chiediamo al Ministro risposte chiare di fronte ai bisogni che le famiglie hanno espresso.

Ne parliamo, Venerdì 27 Marzo 2009, ore 20.45, Tavola rotonda Amministratori e Dirigenti scolastici sul tema: La scuola si occupa del futuro dei nostri figli, chi si occuperà della scuola?
Sala Civica Miglio di Calolziocorte.

volantino iniziativa


martedì 10 marzo 2009

Della funzione di amministrare un piccolo Comune

di Chiara Pagano

1. Della funzione genitoriale dell’amministrare.

L’Amministrazione di un Comune è un’attività che, semplificando, di molto somiglia alla funzione genitoriale. Lo schema è lo stesso: c’è una casa (il Comune) da amministrare, ci sono dei figli piccoli da accudire, da crescere, per i quali pianificare un futuro fatto di possibilità, istruzione, servizi (pensiamo alle famiglie, ai minori, ai fragili), ci sono dei figli grandi con i quali concordare le strade da intraprendere (pensiamo alle forze economiche del paese: lavoratori, imprenditori, commercianti, artigiani, ecc), ci sono degli anziani da accudire e da rispettare, degli ospiti da accogliere, delle regole sociali da seguire (pensiamo alle Leggi), c’è uno stipendio da far bastare (entrate) e un bilancio da far quadrare (la famosa coperta troppo corta).

Come nella famiglia, chi amministra, si occupa di decidere e di governare: deve prendere decisioni fare scelte in funzione delle priorità che ci si dà e delle emergenze impreviste.

Per esempio: saper scegliere le priorità significa saper decidere, una volta pagate le bollette, il mutuo, la scuola i costi sanitari e assistenziali minimi (vedi costi di gestione dell’ente, i mutui per fognature, strade, manutenzioni immobili, ecc.,i servizi alla famiglia, agli anziani, ecc) come spendere e/o investire quel poco che avanza: in servizi alla famiglia? all’impresa? al turismo? agli anziani? in che proporzione, ordine, tempi?

Il tutto facendo i conti con i sempre più frequenti tagli e imprevisti (vedi eliminazione dell’ICI per la prima casa). Per i comuni è stato un po’ come essere messi in cassa integrazione: la cifra riscossa in passato e promessa dallo Stato è arrivata decurtata di un terzo.

A tale proposito, altra grande decisione da prendere è quella nell’ambito del lavoro.

Come ogni individuo deve decidere il modo in cui guadagnare i soldi per sé e per la famiglia, così l’Amministrazione deve decidere come “guadagnare” risorse per gli investimenti necessari allo sviluppo e al miglioramento del territorio: con gli oneri di urbanizzazione (facendo costruire altre case)? chiedendo a Stato e Regione di “regalare” qualcosa (e se non lo fa?), risparmiando sulla spesa corrente (bollette, scuola, salute, paghetta dei figli, feste, ecc.)?

I tagli a servizi primari, come l’assistenza domiciliare agli anziani (fatti dalla Regione Lombardia) o i tagli alla scuola dell’obbligo (programmati dallo Stato), incidono e incideranno sulle tasche di Comuni ed Enti Locali poiché le già poche risorse dovranno essere sottratte ad azioni di miglioramento e investimento per coprire le spese di base minime e necessarie a garantire il rispetto dei principi base che ci siamo dati: la Costituzione.

Torniamo dunque alla somiglianza tra il ruolo di Amministratore e di Genitore.

Il Buon Genitore è quello che deve saper fare, amministrare, prendere decisioni, prendersi cura dei figli piccoli, degli ammalati, allargare la partecipazione ai figli più grandi, costruire sinergie con gli altri, con la società, avere cura delle piccole cose, tenere unita la famiglia, comunità, anche sapendo dire dei no.

Il Buon Amministratore deve saper fare tutto questo ed in più essere rieletto.


2. Dell’essere bravi genitori.

La “famiglia” del Buon Amministratore è una famiglia numerosa,allargata: c’è l’anziano zio, la suocera, i numerosi figli piccoli, i rumorosi figli adolescenti, i figli già grandi, i nipotini, c’è una casa non sempre nuova e bella, spesso ereditata, con tubazioni che perdono, scarichi mal funzionanti, vecchi impianti, un grande giardino e l’orto molto belli, ma faticosi da tenere puliti e in ordine.

In una situazione così complessa spesso non è facile andare tutti d’accordo, ma soprattutto non è possibile accontentare tutti e questo non solo non è un male ma è normale, è naturale.

Lo sforzo da fare non deve essere volto all’ottenimento di un consenso generalizzato costruito sul soddisfacimento di desideri immediati, contingenti, o con azioni populiste.

Non è migliore il genitore che aumenta la paghetta al figlio piccolo, gli compra le caramelle e i gelati quando li chiede, regala il motorino, il telefonino al grande e poi non ha i soldi per riparare il tetto o pagare il qual si voglia imprevisto.

Non è migliore l’amministratore che, per essere amato, riduce le tasse, distribuisce buoni scuola, poi si trova a non avere sufficienti risorse per gestire i costi economici e sociali del vivere in collettività garantire gli stessi servizi per i quali elargisce piccoli e insufficienti contributi.

Essere amministratori non è un hobby, un passatempo ma non deve essere nemmeno un lavoro, è una funzione, una responsabilità che impegna la testa e il cuore 24 h su 24 h.

Nel contempo, mentre si svolge questa funzione di servizio alla società, non si può smettere di lavorare, di avere una vita privata, degli affetti, dei bisogni, una salute. Perciò per farlo bene ci vogliono forza di volontà, idee, sogni, la disponibilità a superare i propri limiti, ma soprattutto ci vuole la collaborazione e la partecipazione di tutti.

Quando si Amministra non si amministra per una parte politica, si amministra per i tutti cittadini guidati da un’idealità che governa le scelte e l’individuazione degli obiettivi da raggiungere.


3. Dell’essere bravi figli

Parliamo adesso dei figli, cioè dei cittadini: chiunque decide di vivere in un contesto sociale di collettività, deve sapere che ha responsabilità non solo verso sé e la sua famiglia ma verso i luoghi in cui vive e le persone che lo circondano.

Se la scelta non è quella di vivere di sussistenza, in un eremo isolato, allora la coerenza impone, in funzione alla propria indole, nella misura e nei tempi che ognuno sceglie rispetto alle sue possibilità e competenze, di fare e avere cura anche degli altri e dell’ambiente che lo circondano.

Non servono grandi azioni e ogni azione è grande: il sorriso e il buon giorno rivolti con sincerità, fermarsi a parlare, offrire un caffé, buttare la carta nel cestino, spazzare la strada davanti casa, impegnarsi in associazioni e volontariato, aiutare e lasciarsi aiutare.


4. Di una sfida possibile

Quando si amministra, si ha la responsabilità di governare la convivenza, di farsi carico dei costi della convivenza stessa, di garantire a tutti, in qualsiasi momento i servizi base, gli strumenti necessari per superare gli ostacoli e colmare le differenze e dove necessario garantire supporto e assistenza.

L’amministratore ha la responsabilità di avere una visione d’insieme in cui i bisogni di ognuno e la loro soddisfazione, non limitino i bisogni collettivi.

L’amministratore ha la responsabilità di lavorare per lo sviluppo economico e la tutela dell’ambiente urbano e naturale.

Per quanto l’amministratore - genitore, si sforzi di fare del suo meglio, nella direzione sopra descritta, di dare il massimo, deve sempre fare i conti con risorse umane, economiche e di tempo insufficienti.Deve prendere decisioni scomode a volte non volute o programmate.

Sempre un genitore, per quanto generoso e attento viene contestato dai figli adolescenti, ma sarà la capacità di quel genitore di osservare e accogliere che porterà in quegli stessi figli, con il tempo, a mutare i loro sentimenti di rabbia in fiducia e riconoscenza. Questo solo quando i figli ormai adulti sapranno vedere il lavoro fatto e comprendere la fatica costata.

Ma, c’è sempre un ma, tutto questo non può accadere se non si costruiscono delle relazioni di ascolto e partecipazione reali, se non si sanno leggere i bisogni del territorio e mediarli con il progetto iniziale e le risorse a disposizione, non può accadere se non si costruisce una rete di relazioni fatte di persone vere. Soprattutto non può accadere, se non si spiega ai cittadini che amministrare è un po’ come essere genitori (bisogna saper dire di no, spiegare i perché e gestire i disagi) ed essere cittadini è un po’ come essere figli (grandi, adulti, responsabili e collaborativi).